San Filippo del Mela. La Pro Loco avvia nuovo progetto di riqualificazione urbana ad Archi.
Ancora una volta ci si affida all’arte come strumento di riqualificazione urbana. Da Lunedì 20 Dicembre, inizieranno i lavori per il secondo progetto artistico di urban Art finanziato con bando di Democrazia Partecipata, questa volta proposto dalla Pro Loco San Filippo del Mela per la frazione Archi, per l’esterno della piazzetta comunale su una parete verticale.
Il lavoro ed il bozzetto originale sarà affidato all’artista Andrea Sposari, che in questi anni ha più volte, anche di recente, realizzato delle vere e proprie opere artistiche, dal forte significato simbolico in tutta la Sicilia.
Il progetto “URBAN ART per San Filippo del Mela” portato avanti dalla Pro Loco San Filippo del Mela, ha come obiettivo quello di ridare vita e quindi interesse, su frazioni del territorio disagiate, per riscoprirne le origini, attraverso un linguaggio però contemporaneo. In questo caso l’area verde ad Archi presenta attualmente uno spazio comunale che manca di area giochi per bambini e di strutture danneggiate, muri vandalizzati e di alcune sedute che andrebbero sostituite. Lo spazio pubblico di proprietà comunale è centrale tra due edifici privati. Su uno di essi, di proprietà dell’Ingegnere Saporita, si realizzerà il lavoro di street art.

Il tema proposto dall’artista sarà un chiaro messaggio alla frazione Archi, una riflessione nostalgica ed una speranza per il futuro. La Pro Loco punta a promuove e sostiene la bellezza, soprattutto in luoghi che sono stati penalizzati a livello paesaggistici dalla presenza delle industrie pesanti .
“Il mutare della città fa emergere l’esigenza da parte delle amministrazioni e di coloro che governano il territorio di dotarsi di nuovi strumenti più appropriati per rispondere alle domande che la città esprime. – afferma l’associazione – La natura complessa dei problemi della città contemporanea fa sì che le risposte vengano cercate al di fùori degli strumenti tradizionali di pianificazione. Ciò che le città chiedono oggi è una maggiore vivibilità, la possibilità di usufruire degli spazi pubblici, la partecipazione degli abitanti dei quartieri nei processi di riqualificazione e più in generale nei processi di trasformazione urbana.
Il rapporto tra città e arte è di crescente e notevole interesse per chi studia e si occupa di città. Anche l’arte muta e si evolve verso un uso partecipato ed emozionale che spinge l’artista e l’arte sempre più ad uscire dalle gallerie per arrivare nelle piazze, nei giardini, nelle fabbriche dismesse, nei luoghi pubblici, per intervenire nel dibattito sulla città, per lavorare affianco al progettista.
L’artista è da sempre una figura portata ad osservare la realtà che lo circonda, ad interpretarla e decodificarla e mai come in queste ultimi decenni di cambiamento ed isolamento post pandemia, sono stati prima di tutto gli artisti che hanno saputo leggere la città; nelle loro opere restituiscono a volte in maniera realistica e documentaristica quanto nelle città sta avvenendo, altre volte le letture che ne emergono sono visionare ed astratte, in tutti e due i casi tuttavia il loro apporto si è dimostrato fondamentale nell’interpretazione della realtà. Non a caso inoltre molti artisti hanno iniziato non solo a “dipingere” la realtà ma in molti casi a voler entrare in stretto contatto con essa, hanno iniziato cioè ad instaurare dei rapporti con altri attori e a lavorare nel contesto urbano.
A differenza di quanto accadeva negli anni ’70 nelle prime esperienze di public art, oggi gli artisti fanno dell’ambiente urbano non solo più uno sfondo, un palcoscenico, ma l’oggetto dell’opera d’arte stessa, trasformano lo spazio pubblico, intercettano desideri e problemi degli abitanti, creano relazioni tra attori pubblici, committenti, istituzioni, abitanti, portano le istanze dei cittadini al tavolo delle decisioni, allargano il campo delle expertise coinvolte nei progetti.
“I valori che accomunano i progetti d’arte negli spazi pubblici sono sempre collettivi, rivolti alla popolazione civile e accompagnati dal presupposto di migliorare la qualità della città dei cittadini”.
(Detheridge, 20071 39)
In questo senso crediamo che si possa parlare di un passaggio da arte pubblica in senso stretto, ad arte sociale, o “art in the public interest intendendo un diverso modo di fare arte nello spazio pubblico che passa prima di tutto dall’idea di un lavoro sulle istanze e sulle esigenze di chi la città la abita.
Con sempre maggiore evidenza l’arte entra nei processi di riqualificazione delle città. Le modalità con le quali questa relazione avviene è oggetto della ricerca portata avanti da Pro Loco San Filippo del Mela, una relazione più o meno spontanea o istituzionalizzata, con modalità e strumenti diversi: ad esempio dai processi spontanei ed auto organizzati di abitanti, associazioni, artisti i quali si attivano a ridosso di alcune questioni cruciali, sino a programmi istituzionali che vedono in alcuni casi l’accordo di più livelli di Istituzioni per intervenire con modalità integrate d’azione tra le quali l’arte gioca un peso rilevante”.
Coordinatore del progetto, il Presidente della Pro Loco San Filippo del Mela Matt Dragà , per le riprese video Federico Maio Art . Città di San Filippo del Mela Pro Loco UNPLI UNPLI Sicilia Pro Loco San Filippo del Mela Ventitreesimastrada Studios Spos.Art










