La morale e l’etica. Alla direzione del Diariometropolitano.it Pippo Midili.
Sarà difficile da digerire e qualcuno dirà che non è eticamente corretto. Ma torno a fare anche il mio lavoro, vale a dire il Giornalista. C’è chi magari penserà che non è eticamente corretto ma praticare l’etica è esercizio difficile quando passano sopra i tuoi sentimenti e sulla tua correttezza morale. Ecco, in un compendio tra l’etica e la morale, nel mio spirito prevale la morale. Non esiste una norma che impedisca al Sindaco di una città di non svolgere il suo mestiere di giornalista. Nonostante questo, in tanti anni non avevo mai voluto farlo perché desideravo evitare che questo in qualche modo incidesse sul giudizio della gente. Questa testata, lasciata allo scritto di due giornaliste prima e di alcuni collaboratori poi, a volte è stato il più distante possibile dalla figura del proprietario del giornale. Dal 10 dicembre del 2015 ad oggi ha resistito senza alcuna interruzione alle varie intemperie. Senza pubblicità di natura pubblica o politica per scelta. E qualche volta che è stata fatta, nessun pagamento è stato richiesto. Siamo distanti e distinti da chi crede e vive di sovvenzioni pubbliche. Non che ci sia nulla di sbagliato ma nel mestiere di giornalista ho sempre seguito questa via e la continuo a seguire anche adesso. E quando c’è chi vuole scimmiottare i giornalisti seri, quelli che lo fanno di mestiere e non per distruggere, credo che chi ha a cuore il giornalismo debba in qualche modo difenderlo da chi vuole trasformarlo in fenomeno da baraccone. Vedremo nel corso del tempo se saranno di più gli attacchi al Direttore o al Sindaco di Milazzo. Eviterò di confondere i due ruoli. Ed a chi collaborerà con IlDiarioMetropolitano.it continuerò a lasciare la massima libertà di scrittura ed ovviamente di pensiero. Sulle notizie la massima correttezza come sempre. E non sarà qualche quilibet che vende fumo a spingerci a cambiare linea o atteggiamento. Ognuno segua il proprio istinto e la propria morale. Un ringraziamento debbo a Benedetto Orti Tullo che ha pazientemente atteso il cambio di reggenza. Probabilmente sapeva che mai lo avrei trascinato in guai o diatribe. Di certo non abbiamo fino ad oggi assommato querele o reprimende il che significa che mai abbiamo scritto in maniera distorta o riportando notizie false. Di quelle che spesso e volentiere, soprattutto ultimamente, si sono lette in giro. Grazie Benedetto, hai iniziato questo mestiere con me e ti auguro di continuarlo sempre a testa alta. Ai lettori grazie per avere continuato a seguirci in tutto questo tempo. A dicembre saranno dieci anni. Sembra ieri, ma se ci siamo ancora un motivo ci sarà.










