l’AMDAS e la Fasted Messina lanciano un appello per la carenza di donazioni di sangue

“La carenza di sangue è un problema che affligge il messinese tutto l’anno ma in estate si amplifica ulteriormente” dichiara Mimmo Italiano presidente dell’associazione donatori di sangue che da anni cerca di sensibilizzare alla donazione anche se rimane uno zoccolo duro che sorvola il problema. Eh si, perché si pensa sempre che i problemi non ci riguardino da vicino e che quindi non meritino la nostra attenzione finché non ci troviamo di fronte al fatto compiuto. “Ad aggravare questa situazione, gli fa eco Tony Saccà presidente dell’associazione Talassemici di Messina, il triste primato che detiene la città quale ultima a livello nazionale quanto a donazioni”. L’impossibilità di promuovere la cultura della donazione di sangue già nelle scuole a causa del fattore pandemico ha, senza ombra di dubbio, peggiorato la situazione e appeso al filo la vita di coloro che necessitano di sacche di sangue in maniera costante per poter vivere. Attualmente nella provincia di Messina sono circa centocinquanta i pazienti che necessitano di continue trasfusioni, si pensi che in media occorrono due sacche di sangue ogni quindici giorni per assicurare la sopravvivenza ad un malato talassemico più le quotidiane necessità della routine ospedaliera. E questo sangue proprio non si riesce a reperire. “E’ stato difficile anche occuparsi di alcuni soggetti che si sono ammalati di Covid perché da protocollo non potevano accedere al reparto trasfusionale rischiando perciò doppiamente la vita ma, grazie ad un protocollo stipulato con l’ASP le associazioni sono riuscite a garantire il servizio. Ma non sempre va bene, e l’appello di AMDAS E FASTED Messina è un grido di aiuto rivolto a tutti coloro che sono nelle condizioni di salute ottimale tale da poter donare sangue. Donare sempre, donare soprattutto in questo momento sangue del gruppo 0+, può contribuire a salvare tante vite anche quelle di tanti bambini.









