Chi ricorre al Tar e chi sogna i Tir. La Valle del Mela tra inquinamento presente e futuro.

Le promesse sono solo delle vane speranze. Lo si scopre vivendo ogni giorno e rendendosi conto di come muta la gente, la politica che, prima promette inversioni di tendenza, tagli del 50% delle emissioni e poi invece si gira dall’altra parte e porta a casa la miseria di tre centraline ed uno studio futuribile più serbatoio politico che vera possibiità di studio. Finisce così che a Milazzo, si sparavano grosse dal palco elettorale ed ancor più grosse a mezzo stampa, per poi accontentarsi di quel che si è riusciti a racimolare, firmando i documenti necessari senza tante storie. Come sempre, si chiede la luna per ottenere le briciole. Attori consumati di una commedia il cui finale non verrà mai scritto perchè la storia sembra ripetersi in continuazione. C’è così chi si tura il naso e siede al tavolo con chi prende e chi autorizza sponsorizzazioni dalle Industrie pesanti, salvo poi lanciare anatemi e pensieri moralistici dicendo agli altri di fare qualcosa contro gli amici di tavolo. L’Ipocrisia è materia da approfondire, altro che nuovi studi che confermeranno, come i precedenti, che nell’aria della Valle del Mela c’è più di qualcosa che non va. Senza però poi indicare il colpevole di questo stato di fatto. Se però avessimo coraggio, potremmo tranquillamente fare i nomi di chi ha reso la nostra Aria diversa da quella di tanti altri. A cominciare da chi autorizzò la Raffinazione di idrocarburi in una zona dove insistevano praterie di gelsomini, sorvolando su tanti e tanti incidenti da rendere credibile che nella zona Industriale tutto andasse a meraviglia. A proseguire, chi fece aprire aziende come la Sacelit, o chi ancora oggi mantiene in vita industrie che lavorano piombo e cadmio piuttosto che altre sostanze che comunque bene non fanno. Vi ricordate come andarono i fatti?. Pensavamo davvero che vendendo a questi Ecomostri i terreni agricoli a costi elevatissimi e “sistemando” lavorativamente i nostri figli o parenti prossimi all’interno delle varie industrie, avremmo solo guadagnato?. Ripeto, l’ipocrisia è la vera malattia che va studiata. Dagli anni 60 ad oggi si è liberato in aria di tutto e di più e le conseguenze sono quelle che adesso, 50 anni dopo, indicano la Valle del Mela come una delle zone più colpite in Sicilia ed in Italia da alcun patologie gravi che fanno di questa zona una terra in cui si gioca a nascondino anche di fronte all’evidenza. Il Sindaco di Milazzo che dal palco dei comizi elettorali di anni fa urlava contro la Raffineria e chi prendeva i soldi dell’Industria per fare feste e festini, oggi “sopporta” che alcuni suoi fedelissimi, direttamente o attraverso Pro Loco di seconda generazione vengano sponsorizzati dalla RAM piuttosto che da A2A per organizzare feste e festini. Addirittura, per chi lo avesse dimenticato, a Milazzo si sono fatti spostare matrimoni per garantire i festini sponsorizzati dalle industrie. Sempre l’Amministrazione comunale di Milazzo, insieme al commissario di San Filippo, hanno sventolato la bandiera della riduzione obbligatoria del 50% delle emissioni in aria per poi ” accontentarsi” di tre centraline che entreranno prima o poi in funzione e di uno studio che prima ancora di nascere fa litigare per le nomine di chi dovrà far parte della commissione di studio indicando chiaramente come la stessa sarà improntata solo agli approfondimenti medici senza che la politica ci metta le mani. I Sindaci degli altri comuni però trovano coraggio e tempo e, fuori dalle sponsorizzazioni e dalle commissioni di studio, lanciano un ricorso al Tar contro le ultime autorizzazioni. Chiaramente senza Milazzo e San Filippo che di fatto quelle autorizzazioni hanno ” autorizzato”. La situazione è questa, prendere o lasciare. Il futuro viene immaginato turistico ma intanto, per esempio, a Milazzo si ipotizzano scenari con Tir che da dovrebbero traslocare in città attraverso quel famoso Hub che viene disegnato come la panacea ai mali del Porto ma che di fatto al proprio interno potrebbe contenere sorprese immense ed infinite. Un cavallo di Troia?. Chi vivrà vedrà. Ecco, il successo è proprio questo, riuscire a sopravvivere per vedere, nonostante l’Ipocrisia.










