Milazzo. Il sindaco Midili risponde agli ambientalisti: “Polemiche strumentali e politiche”
Non usa mezzi termini il sindaco della Città di Milazzo Pippo Midili e risponde alle proteste di medici ambientalisti, Legambiente e Italia Nostra circa il taglio degli alberi avvenuto in città e in particolar modo alla scuola elementare del Capo. “C’è un sistema molto semplice e diretto per sapere come vanno le cose e perché si mettono in atto determinate azioni. Ma è evidente che l’accesso agli atti non va più di moda ed è molto più comodo e appagante porre questioni morali su facebook e scrivere in chat invitando a crociate cittadine” ha dichiarato Midili che ha anche risposto alle non troppo celate illazioni puntualizzando di non aver utilizzato la legna ricavata dal taglio degli alberi per usi personali “non ho caminetti a casa, stiano tranquilli”. Una questione quella del taglio del verde in città che si trascina da tempo e l’azione dell’amministrazione che non piace a coloro che hanno del verde pubblico una visione opposta. Le ragioni del taglio di diversi alberi in città risiede nella necessità di evitare ulteriori danni al manto stradale, così come è successo al Capo. Lì, le radici non solo sono venute fuori dall’asfalto deformandolo ma sono state causa, documentata, di incidenti stradali, così come evidenziato da una relazione dei carabinieri in cui si invita l’amministrazione a provvedere a rimuovere il pericolo. E poi ancora, le denunce dei residenti del Capo che richiedevano un intervento non solo sulla strada ma anche, per esempio, sul muro di via Paradiso, dove le radici degli alberi ne hanno compromesso la stabilità. Il taglio non è stato fatto a cuor leggero ma in seguito a perizie di tecnici e di un agronomo professionista e “non certo da un medico analista o da un non meglio specificato esperto di Legambiente, il quale ha evidenziato che “l’impatto che i pini hanno sulle infrastrutture (strada, scuola e muro di contenimento), soprattutto in conseguenza dell’anomalo sviluppo dell’apparato radicale, imponeva quale unica soluzione l’abbattimento degli alberi”. Non lascia nessun argomento che riguardi la gestione del verde pubblico il sindaco Midili ma, in un lungo comunicato stampa ha chiarito anche la questione sollevata su via dei Giardini. Quelle piante sono state piantate circa vent’anni fa senza alcuna logica precisa e senza valutare l’impatto che avrebbero avuto sul marciapiede, il quale risulta distrutto. Ad oggi inoltre i tigli sono ammalati come confermato dall’ agronomo e “rappresentano un pericolo per la pubblica incolumità oltre che una vera e propria barriera architettonica non solo per i disabili ma anche per i cittadini che praticamente non possono percorrerlo. Basta ricordare l’incidente stradale dello scorso anno che solo per puro caso non ha provocato la morte di un pedone che camminava ai margini della strada proprio per l’impossibilità di utilizzare il marciapiede. E non dimentichiamo che quella strada spesso è utilizzata per raggiungere la nuova stazione ferroviaria”. Non poteva mancare Piazza Marconi; anche qui le piante tolte saranno sostituite con altre più adatte e in alcun modo il verde ne verrà penalizzato. “Piazza Marconi è previsto un aumento del verde e quindi non capisco perché ci si ostina col difendere ciò che non può più rimanere sempre per questioni di sicurezza. Sono disgustato da prese di posizione illogiche e che tentano solo di bloccare una pianificazione che, nel rispetto delle regole vuole riportare normalità a questa città anche nel verde”, ha affermato il sindaco. Una riqualificazione dunque pianificata e studiata con gli addetti ai lavori, una progettualità di cui il primo cittadino va fiero e sulla quale non accetta polemiche sterili: “Piaccia o meno a certo ambientalismo che sa di politico e di vecchio.”











