Dissesto bis a Milazzo. Dietro front, avanti march. “Semplice”.

“Ritengo, Sig. Sindaco, che sarebbe opportuno spiegare ai milazzesi che si può sbagliare anzi che abbiamo sbagliato.” Con queste parole chiare ed inequivocabili della Consigliera Comunale di maggioranza Valentina Cocuzza l’aula si è avviata al voto finale che ha sancito la dichiarazione di Dissesto Bis. Sono da poco passate le 00.30 di un mercoledì che non è proprio da leoni. I consiglieri di maggioranza in aula non hanno pronunciato alcuna parola fino alle dichiarazioni di voto. Il tempo è trascorso con interventi dei consiglieri di opposizioni che hanno rimarcato ancora una volta le tante lacune di una gestione finanziaria tenuta nel corso di un anno e mezzo dell’attuale legislatura, tutta impegnata a cercare di ritardare prima e di accelerare dopo sulla dichiarazione di dissesto finanziario. I motivi di questo cambio di rotta sono da ricercare per Milazzo Futura e Fai partire il Cambiamento in una sequela di atti compiuti che hanno permesso ad alcuni creditori di beneficiare delle somme del DL 78/2015 ( i famigerati 8.300.000,00) e di incassare il 100% del dovuto che, chiaramente, per i consiglieri di opposizione non hanno fatto altro che creare una enorme disparità di trattamento tra chi è stato “baciato dalla fortuna e chi invece dovrà rincorrere poco più della metà delle somme”. Tutto questo, sempre secondo i consiglieri in aula, nonostante il Comune avesse obblighi ben precisi alla luce delle certificazioni degli uffici e delle relazioni in possesso sia degli uffici finanziari che dell’Amministrazione. Dai banchi di Milazzo Futura poi l’attacco frontale ai revisori dei conti. Accusati di superficialità sulle individuazioni delle cause del dissesto. “ Cause che sono tutte riportate nella relazione dell’Organismo straordinario di liquidazione inviata a settembre del 2014 alla Procura regionale della Corte dei Conti ed in cui si dichiara chiaramente come il Comune di Milazzo si trovava nelle condizioni di dissesto finanziario sin dal 2004/2005 con una situazione che si è sempre più deteriorata ed aggravata a causa dei continui occultamenti dei disavanzi di amministrazione e dei debiti fuori bilancio oltre che del mantenimento in bilancio di residui attivi inesistenti, insussistenti o inesigibili.” Parte della relazione è stata letta in aula anche se agli atti del Comune, dove si dovrebbe trovare, sembra non si sia ancora trovata. La relazione dell’OSl sarà comunque divulgata per permettere “ ai giovani che neanche erano nati quando questi debiti sono stati fatti e dovranno pagarli di sapere il perché. I milazzesi soffriranno per molti anni ma che almeno possano morire contenti e non anche cornuti e mazziati. Lo dobbiamo alla nostra città”. Parole pesanti che gravano sul cambio di atteggiamento dell’attuale amministrazione e della maggioranza consiliare. Che ha incentrato buona parte dei cinque anni della precedentemente amministrazione su una lotta serrata alla dichiarazione di dissesto e che oggi invece si è improvvisamente convertita al nuovo credo del Sindaco Formica. Che ha fatto quasi tenerezza quando ha dichiarato che lui non è mai stato contro il dissesto finanziario ma che era contro una dichiarazione che non lo convinceva perché mancavano i numeri. Ancora la solita solfa. Tutti debiti che risalgono a ben prima del 2011. Anche quelli che vengono spacciati, sia nella relazione di Logoteto che in quella dei Revisori dei conti come debiti post- dissesto, vale a dire dopo del 2012. Sono tutte sentenze di secondo grado o definitive che sono iniziate tutte ben prima del 31 dicembre del 2011. Sentenze che già in primo grado o secondo grado potevano essere pagate attraverso il riconoscimento del debito immediatamente esecutivo ma che venivano costantemente appellate e mai riconosciute. Ma nella maggioranza ieri sera l’autocritica diretta è arrivata dalla Cocuzza e quella indiretta dal Consigliere Foti che ha elencato dal suo punto di vista tutta una serie di atti della Corte dei Conti e di documenti contabili che dimostrano chiaramente come già nel 2011 il dissesto era conclamato e si sarebbe dovuto dichiarare. Poi si vota. A Favore, con opposte motivazioni, i consiglieri di maggioranza ed i Consiglieri di Milazzo Futura e Città Attiva. Questi ultimi motivano la dichiarazione di voto favorevole per coerenza con la linea sempre intrapresa e con la presenza nella delibera attuale di dichiarazione del dissesto della relazione conclusiva dell’Organismo straordinario di Liquidazione, consegnata al Sindaco Formica nel dicembre del 2015, ed in cui venivano riportati i debiti del Comune e la necessità( l’obbligo per legge) già nel 2012 della dichiarazione di dissesto. Una dichiarazione all’epoca osteggiata da buona parte delle forze politiche presenti in aula. Alcuni ancora presenti e che hanno cambiato idea ed atteggiamento accampando scuse che hanno in alcuni casi suscitato ilarità.Contraria al dissesto, coerentemente con le scelte del passato, Forza Italia. Astenuti i consiglieri dei centristi per il Si e di Fai Partire il cambiamento. La marcia indietro è completa. Adesso i consiglieri di maggioranza chiedono al Sindaco di partire con l’attuazione del programma elettorale. Per i milazzesi inevitabili lacrime e sangue. Il colpo di scena finale è riservato all’entità dei debiti fuori bilancio. Il totale delle certificazioni degli uffici fatta ai dirigenti non coinciderebbe con il totale riportato su certificazione del Dirigente della Ragioneria all’interno della delibera e nelle varie relazioni realizzate nel tempo. Stop anche ad alcuni documenti che era stato richiesto di allegare alla delibera di dissesto ma che la Segretaria Comunale ha impedito di allegare dichiarando che tale richiesta non poteva essere normativamente accolta. Si chiude uno scenario ma è chiaro che se ne aprono altri. Intanto sulla vera entità del debito del Comune di Milazzo che non è fatto solo di debiti fuori bilancio ma anche di somme ingenti da restituire alla Cassa depositi e prestiti per anticipazione di somme per oltre €10.800.000,00 e per finanziamenti dei tempi andati per altri € 11.000.000,00. Inoltre bisognerà verificare se è stato o meno omesso lo sforamento di un parametro di deficitarietà nell’ultimo bilancio approvato da questo consiglio comunale e relativo al pignoramento Mulini Lo Presti. Per i revisori e l’amministrazione il pignoramento non esisterebbe più ma deve essere riattivato. Di tutt’altro avviso i consiglieri di opposizione che invece sostengono che il pignoramento era ed è esistente. La cosa non è di poco conto. Se dovessero avere ragione i consiglieri, il Comune avrebbe dovuto comportarsi in modo particolare sia nell’assunzione del personale ( risultano assunti due dirigenti) che nel mantenimento di alcuni servizi. Infine il caos tesoreria comunale. Ancora oggi mancano la conciliazione tra i conti del Comune e quelli del tesoriere relativi al primo trimestre del 2016. La verifica avrebbe dovuto essere terminato già da almeno sei mesi. Il fatto è grave e va immediatamente affrontato e risolto.









