Milazzo. Asilo Calcagno, finalmente.

Sembrava essere diventata una delle tante storie infinite. Eppure l’Asilo Calcagno ea diventato l’emblema, nel corso di oltre 50 anni, di un bene comune abbandonato al suo destino. Un progetto di recupero totale e di fruizione vede la luce solo nel 2011. Un progetto inviato a Palermo per usufruire dui finanziamenti europei. Ma la graduatoria è lunga, i soldi di Bruxelles finiscono e anche il progetto resta senza finanziamento. Ad inizio 2014 il progetto viene però ripreso dalla Giunta Pino che vuole intanto procedere a mettere in sicurezza quel sito. Un iter lungo quasi un anno per ottenere tutti i pareri favorevoli da Soprintendenza e Genio Civile. L’Ok definitivo arriva a metà del mese di febbraio e contestualmente vengono imnpegnate somme per oltre 50 mila euro ed avviata la procedura di gara per l’avvio dei lavori.
La gara viene aggiudicata il 25 Giugno 2015 e da allora tutto rimane fermo. Considerando che i lavori da eseguire, e che cominciano nella giornata di oggi, sono di messa in sicurezza per evitare crolli e pericoli alla pubblica incolumità, avrebbero dovuto essere consegnati anche sotto riserva di legge. SI è scelta invece altra strada. Molto lunga, tanto che dall’aggiudicazione definitiva all’avvio dei lavori trascorrono esattamente quindici mesi e mezzo. Se non è record poco ci manca. Nel frattempo la parte rimanente del progetto avrebbe potuto essere inserita in uno dei due filoni di finanziamenti che si sono sviluppati nel corso dell’ultimo anno ed invece è rimasto chiuso nel cassetto.
Nella sua stesura originaria il progetto prevede la realizzazione all’interno dell’Asilo Calcagno di un Museo del Mare da realizzarsi nel Borgo Marinaro di Vaccarella e che fa parte di un percorso storico e cultura che abbraccia la zona di mare con quella sovrastante del Borgo antico. Le somme che verranno spese in questa prima parte dei lavori saranno circa 30 mila euro perchè la ditta che eseguirà le opere ha offerto un ribasso d’asta di poco superiore al 38 per cento. Somme impegnate e destinate sul bilancio del 2014. Nonostante le interrogazioni presentate in aula sui ritardi accumulati sono trascorsi quasi sedici mesi. Mesi nei quali si sarebbero potuti tranquillamente completare i lavori e magari tentare di ottenere nuovi finanziamenti per poter completare l’intero progetto.









