Il dialogo genitori-insegnanti

Il colloquio individuale tra genitori e insegnanti è un importante momento d’incontro tra la famiglia e la scuola poiché rappresenta un’occasione di confronto privilegiata per il percorso di crescita del bambino. Per tale ragione, anche qualora avessimo la certezza del rendimento soddisfacente di nostro figlio, è comunque importante andare a colloquio con gli insegnanti circa 4 volte l’anno. Obiettivo del colloquio non è infatti soltanto sapere “come va” , ma soprattutto “dove va”; in altri termini, se stia vivendo o meno , nell’ambito scolastico e fuori di esso, un’esperienza significativa di crescita.
Siano i voti alti o bassi, occorre sempre capire cosa c’è dietro. E gli insegnanti possono aiutare i genitori a prendere atto delle eventuali difficoltà (emotive, comportamentali, dell’apprendimento, ecc…)del proprio figlio.
Sicuramente il rapporto tra i genitori e gli insegnanti è cambiato nel tempo: fino a qualche decennio fa i genitori nutrivano completa fiducia nella figura del docente e credevano nelle sue scelte didattiche e di valutazione; oggi, è sempre più frequente che i genitori contestino l’operato degli insegnanti e mettano in discussione i loro giudizi qualora si rivelino “scomodi” per sé stessi e per i figli. E invece necessario creare un’alleanza educativa tra genitori e insegnanti in quanto ad essere in gioco è il processo di sviluppo, personale e formativo, dello studente.
Ecco qualche suggerimento pratico per poter gestire un colloquio in maniera proficua:
-E’ importante giungere ad un confronto con toni pacati, partendo dal presupposto che si tratta di uno spazio in cui, genitori e insegnanti, condividono informazioni per trovare insieme le giuste strategie alla situazione del ragazzo;
-Non presentarsi con fare arrogante ma aspettare che sia il docente ad illustrare la situazione;
-I genitori devono mostrare fiducia e apertura verso i docenti, ascoltando con obiettività e serenità il resoconto, senza difese eccessive verso il figlio;
-Un brutto voto può capitare anche a chi ha un curriculum brillante; si tratta di naturali incidenti di percorso ed è bene che né gli alunni, né i genitori ne facciano un dramma. Può succedere, però, che l’insegnante si trovi di fronte un genitore infuriato per un voto basso, convinto che il proprio figlio sia stato valutato con eccessiva severità. Questo tipo di atteggiamento non solo preclude la possibilità di un colloquio costruttivo con l’insegnante ma si rivela diseducativo per figlio, al quale si insegnerà così a non rispettare l’autorità altrui e a non accettare le valutazioni , specie se negative.
-Non prendere alla lettera il modo di dire “andare a parlare con l’insegnante” e monopolizzare la conversazione. Un colloquio si basa sullo scambio, non è un monologo. Si avrà, dunque, la pazienza di aspettare che il docente illustri la situazione e poi si interverrà con le proprie osservazioni. Anzi, spesso è proprio l’insegnante a chiedere il parere del familiare, dopo aver fatto il punto della situazione senza dilungarsi più di tanto.
-Non stupirsi se il “ritratto” che esce dalle parole del docente non corrisponde all’idea che si ha del proprio figlio. A scuola i ragazzi spesso si comportano diversamente che a casa. Mai indignarsi e dire “quello che mi descrive non è mio figlio!” oppure “queste cose mio figlio non le fa” ; chiediamo invece all’insegnante maggiori dettagli sul comportamento del ragazzo, così da trovare un modus operandi appropriato alla situazione da correggere. Può anche accadere che a scuola i giovani si comportino meglio che a casa: in tal caso sarebbe il caso di riflettere sui motivi (dinamiche familiari complicate, tensioni, stile educativo dei genitori inadeguato, ecc…) che possono indurre il proprio figlio a dare il peggio di sé a casa e in famiglia.
– Nessun colloquio dovrebbe chiudersi senza che il contributo del genitore sia stato ascoltato e tenuto in considerazione poiché le informazioni sull’alunno rappresentano una risorsa preziosa su cui basare i futuri interventi educativi e didattici.
-Il genitore dovrebbe sempre ottenere, dal colloquio, il massimo delle notizie e delle indicazioni utili. E’ doveroso chiedere al docente suggerimenti precisi su ciò che la famiglia può fare.
Un modello efficace di rapporto genitori-insegnanti è quello che prevede un’ interdipendenza positiva tra scuola e famiglia per la quale non si fanno le stesse cose due volte, ma si agisce coerentemente ognuno nel proprio ambito. Scuola e famiglia svolgono due ruoli di corresponsabilità in un rapporto di reciprocità, tendendo in modo diverso al raggiungimento di un unico scopo: mentre l’azione della scuola è istruttiva (educa mentre istruisce), l’azione della famiglia è prevalentemente educativa (istruisce mentre educa).
Ciò però non garantisce che tra famiglia e scuola ci sia sempre un rapporto idilliaco: esso, infatti, va continuamente costruito mediante un costante lavoro di confronto, dialogo e negoziazione e affinché il rapporto tra genitori ed insegnanti funzioni al meglio, occorrerebbe che entrambe le parti abbiano ben chiara l’idea che l’una, per svolgere la propria azione, ha bisogno dell’altra.
La figura dell’educatore/ pedagogista scolastico potrebbe sicuramente risultare utile nel gestire il complesso rapporto genitori-insegnanti. La sua funzione diventa quella di mediatore, che non entra nel mondo della scuola per portare un sapere, quanto piuttosto per “tradurre” il linguaggio degli esperti in una pratica educativa utile. È importante che ci sia un figura competente e neutrale che aiuti genitori ed insegnanti a collaborare sinergicamente in maniera costruttiva, imparando a valorizzare gli aspetti positivi e a lavorare insieme sugli aspetti più critici. Il lavoro del mediatore aiuta nella costruzione dei legami tra i vari sistemi scolastici e trasforma in azioni il concetto di corresponsabilità. Solo in queste modalità si può avviare un dialogo concreto nella stesura di un progetto educativo, che non riduce la relazione tra famiglia e scuola ad un semplice incontro con gli insegnanti nell’orario di ricevimento.
Donatella Manna









