Milazzo è un paese per “Vecchi”. Anziani in aumento negli anni e giovani che cercano cultura e lavoro lontano da qui.

Negli ultimi anni la presenza dei giovani all’interno della città di Milazzo è letteralmente diminuita e chiaramente tutto ciò è dovuto ai vari spostamenti degli studenti per proseguire i loro studi nelle regioni del Nord. Proprio questo rappresenta il motivo principale per cui negli ultimi 10 anni la fascia di età che va dai 15 ai 29 anni ha avuto un calo considerevole.
Queste statistiche sono confermate da “La Repubblica” e secondo questi dati gli studenti appartenenti alle Isole che si iscrivono all’Università sono circa il 50%, ma di questi il 25% sceglie di proseguire i suoi studi fuori. Chiaramente questa scelta è largamente condizionata dal fatto che l’Università di Messina non influisce di certo in modo positivo sulla scelta degli studenti, che giustamente hanno delle ambizioni di un certo tipo.
Tutto ciò a lungo andare rappresenta una grande perdita economica per la città di Milazzo, con le famiglie che per mantenere i propri figli a studiare fuori devono sostenere almeno 800 euro di spese al mese tra tasse universitarie, vitto, affitto e viaggi e tutto ciò significa che Milazzo perde circa mezzo milione al mese per favorire la formazione dei suoi giovani.
Mandare i propri figli a vivere fuori non rappresenta di certo un impegno facile da mantenere per le famiglie, ma ognuno di noi ha il diritto di formarsi nel migliore dei modi e ogni genitore vorrebbe il meglio per il futuro del proprio figlio, mentre dal punto di vista degli studenti l’idea di una nuova città sicuramente affascina e vivere da soli dona la maturità di dover badare a tenere la casa in ordine e non solo.
I giovani hanno bisogno di un futuro dove poter dire la loro e se all’inizio la scelta di andare via dalla propria terra può risultare brusca, con il passare del tempo potrebbe rivelarsi la quella giusta, che magari aiuterà anche a vedere il proprio paese d’origine sotto una luce diversa nel momento in cui si ritorna a casa, nonostante tutto.
Stefano Scibilia









