Cosa vuol dire democrazia partecipata.

Su facebook la foto di protesta pro referendum
C’è qualcosa che non convince nell’atteggiamento di alcune amministrazioni comunali del comprensorio del Mela. Per diversi motivi sulla materia ambientale sembra sempre mancare qualcosa. Così qualcuno dichiara che lì dove c’è una volontà dei consigli comunali è inutile andare a fare il referendum. Peccato che non si tenga in conto come, oltre il 35% della popolazione non si reca più alle urne. Anche loro avrebbero diritto di esprimersi. Così come ci si bea di sommette ricevute a mo di mancia per risolvere alcune problematiche ambientale mentre nel Patto per la Sicilia solo Gela riceve somme, dal Governo Nazionale, per bonificare il territorio e la Valle del Mela rimane al palo nell’indifferenza assoluta di amministratori e ambientalisti. Manca un’anima verde. O forse, molto più semplicemente, l’anima sindacale prevale su tutto. Dire che in passato frasi come “ non venderemo più il nostro territorio per pochi posti di lavoro” erano di grande moda, sarebbe superfluo. Cambiano le posizioni e con esse anche le prospettive rispetto alla problematica. Fa però pensare il grido di allarme lanciato da una ragazza che impazza su face book e che chiede di partecipare ad un referendum negato. Alla faccia della democrazia partecipata. Concetto astratto se si considera che quando giova, il consiglio comunale è rappresentativo della volontà cittadina, e quando invece si vola alti verso mete di democrazia totalitaria invece c’è bisogno sempre di confrontarsi con associazioni e cittadini. Mah. Misteri democratici. Questa testata è dalla parte della ragazza con la mascherina. Non sarà certo un flash mob da “ ci avete spaccato i polmoni”, ma piace che ogni tanto i social diventino strumento di opinione anche diffusa.









