Terme Vigliatore. “Io, positivo al Covid-19 e preoccupato per i miei genitori”. Il racconto di Domenico Catalfamo
Pubblicato su 27 Novembre 2020
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Lo sfogo di un positivo al Covid-19 attualmente ricoverato presso il Covid Hospital “Cutroni Zodda”, nel reparto di Malattie Infettive. Domenico Catalfamo ha voluto raccontare la sua vicenda alla nostra redazione, dopo avere contattato personalmente il direttore.
“Sono di Terme Vigliatore, da due giorni ricoverato qui perchè sono risultato positivo a seguito di tampone eseguito privatamente presso il Centro Analisi Cliniche del dottor Domenico Imbesi. Appreso il risultato, mi sono subito messo in quarantena, autodenunciandomi al mio medico di famiglia, dottor Nicolò Gennaro. Con ogni mezzo, ho informato anche coloro i quali sono venuti a contatto con me. Al mio medico ho reso noti anche i luoghi e le persone frequentati negli ultimi giorni. Stessa comunicazione ho dato al sindaco Domenico Munafò”. Insomma, un senso di responsabilità impeccabile.
Nella mattinata di martedì, però, le condizioni di Domenico peggiorano eleggermente. E, tramite 118, lui stesso richiedeva di essere aiutato. “Martedì mattina a seguito di un leggero peggioramento, ho fatto richiesta dell’intervento del 118 che mi accompagnava in Pronto Soccorso a Barcellona Pozzo di Gotto. Dopo qualche ora, venivo trasferito nel Reparto di Malattie Infettive, dove vengo costamente seguito da medici, infermieri e personale Oss”.
Ma il rammarico di Domenico è rivolto al pensiero che ancora nessuno aveva provveduto a fare i tamponi ai suoi genitori e ce lo ha raccontato con amarezza: “A tutt’oggi, l’Usca non ha denuncia il mio caso e non ha provveduto a eseguire i tamponi ai miei genitori, soggetti anziani con patologie serie e gravi di salute che sono rimasti soli”. Ma, proprio mentre ci accingiamo alla pubblicazione di questo articolo, ecco che un altro messaggio di Domenico ci informa che la situazione si è finalmente sbloccata: “Dopo le telefonate fatte e una segnalazione a mezzo stampa fatta da mio padre, l’ingegnere Nino Catalfamo, l’Usca si sta recando a casa mia per fare i tamponi ai miei genitori”. A Domenico e alla sua famiglia facciamo con tutto il cuore un grosso in bocca al lupo. Quanto al personale Usca, siamo ben consapevoli che la mole di lavoro è tanta, davvero enorme, e che ci si sta spendendo con il massimo impegno possibile e immaginabile di fronte all’avanzata di un nemico silenzioso e subdolo.
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