Il delitto di Ucria. Russo si appella alla legittima difesa, gli inquirenti non gli credono

La Procura di Patti ha chiesto la convalida del fermo di Salvatore Russo, 29 anni, di Paternò. L’uomo è attualmente recluso presso il carcere di Barcellona Pozzo di Gotto, accusato del duplice omicidio di Ucria. Dalla conferenza stampa tenutasi stamattina al Comando Provinciale dei Carabinieri emergono ulteriori retroscena. Sembra che l’arma del delito, che Russo aveva nascosto in un casolare di fronte alla sua abitazione e che lui stesso ha permesso di ritrovare, appartenesse a uno dei Contiguglia. Russo ha raccontato di avere agito per legittima difesa. Quell’arma – secondo le sue dichiarazioni – era stata estratta contro di lui che è riuscito a impossessarsene, sparando a tre persone. Antonino e Fabrizio Contiguglia sono morti, Salvatore Contiguglia è rimasto invece ferito. Per il Procuratore di Patto, Angelo Cavallo, la storia della legittima difesa è lontana dalla realtà dei fatti. Russo ha sparato in pieno viso ai due deceduti, mentre ha colpito alle spalle il ferito. Nelle prossime ore continueranno accertamenti balistici, dattiloscopici e di altrotipo perchè la dinamica del duplice omicidio non è del tutto chiara. E gli unici testimoni sono il fermato e suo cognato che si trovava in casa al momento della spedizione punitiva imbastita per vendicare l’offesa subita da un familiare dei Contiguglia per un parcheggio. Russo si era infatti appropriato di un parcheggio abusivo vicino alla sua abitazione. Aveva anche tracciato a terra dei segni di riconoscimento. Quel posto era in uso a una persona vicina ai Contiguglia con la quale l’omicida ha avuto un accesissimo diverbio. Quindi Antonino Contiguglia, 62 anni, già indagato nelle operazioni Antimafia Mare Nostrum, Romanza e Icaro e considerato il referente in zona per il clan dei barcellonesi, ha chiesto a quello che sarebbe diventato il suo assassino di spostare l’auto. Ne è nato un alterco, conclusosi poco dopo. Ma la sera di Ferragosto, Antonino torna alla carica e organizza una spedizione punitiva insieme ai suoi nipoti e altre persone sulle quali si sta indagando. A casa di Russo qualcuno estrae una pistola che lui stesso sostiene gli sia stata puntata contro prima di appropriarsene e aprire il fuoco. Secondo quanto da lui sostenuto, appunto, per legittima difesa.









