Milazzo. Lo Statuto emendato dell’Amp avrebbe parere favorevole del Ministero che chiede modifica di un refuso.
Su uno dei sette emendamenti presentati allo Statuto dell’Area Marina Protetta di Capo Milazzo, c’è da correggere un refuso che è stato notato dal Ministero e che richiede una approvazione di modifica. Certo, parlare come si è fatto a Palazzo Municipale, con l’amplificazione della penna amica, fa sorridere considerando che ad accorgersi del refuso ( MInistero sviluppo economico invece che Ministero Ambiente) siano stati i funzionari di Roma e non anche quelli di Milazzo che hanno vagliato l’emendamento dando parere negativo per motivi di poco conto ma senza accorgersi che c’era un refuso. Possibile che il parere sia stato reso senza neanche una attenta lettura?. Messa così farebbe più ridere, invece di sottolineare lo ” strafalcione” di un consigliere comunale che è invece solo un refuso come si può facilmente comprendere dalla discussione in aula dove il consigliere comunale in questione a più riprese ha parlato di Ministero dell’Ambiente. Questo basta comunque a chi invece avrebbe da arrossire di fronte ad una serie di pareri negativi su emendamenti che il consiglio comunale ha, fortunamente, votato a maggioranza e che hanno ottenuto la pre approvazione dello stesso Ministero. In pratica, mentre a Milazzo l’Amministrazione e chi ha espresso i pareri sottolineava che quegli emendamenti non avrebbero mai ottenuto il parere favorevole del Ministero, da Roma arriva la conferma che invece lo Statuto dell’Area Marina Protetta conterrà proprio quanto previsto da quegli emendamenti. Cosa aggiungere se non che qualcuno dovrebbe riflettere prima di parlare o scrivere. Gli strafalcioni, quelli veri, contenuti nello Statuto, sono stati fortunatamente corretti. Ad esempio lo Statuto non prevedeva alcun termine di scadenza del contratto del Direttore dell’Area Marina Protetta che è stato inserito dagli emendamenti. Strano che lo stesso Sindaco in aula si sia detto favorevole all’inserimento del termine di tre anni al contratto del Direttore, ma in fase di stesura e di approvazione in Giunta non si sia mai accorto, lui e gli altri, che non esisteva un termine di scadenza contrattuale e quindi, di fatto, avremmo assistito ad una asunzione a tempo indeterminato. Per sorvolare sul profilo professionale dei tre componenti del Consiglio di Amministrazione che avrebbero potuto essere anche tre disoccupati di lungo corso stante l’assenza dallo Statuto di qualsivoglia qualifica o profilo professionale di livello. Venerdì sera la delibera con la modifica del refuso torna in aula e la prossima settimana tornerà da Roma con il parere definitivo.









