Barcellona Pozzo di Gotto. Gotha IV, tre pene riconfermate e cinque rideterminate

Tre pene riconfermate, cinque rideterminate. E’ quanto deciso dai giudici della Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria nell’inchiesta Gotha IV a carico di quelle che sono considerate le nuove leve della famiglia mafiosa barcellonese. La prima sentenza era stata emessa dai giudici messinesi il 12 aprile 2016. Confermate, rispetto a quella data, le pene decise per Domenico Chiofalo (7 anni e 8 mesi), Gianni Calderone (4 anni) e Maurizio Giacomo Sottile (4 anni). Tutti sono stati condannati al pagamento delle ulteriori spese processuali. Chiofalo e Calderone sono stati condannati per episodio estorsivo, in concorso con una concessionaria di Olivarella, per costringere il vigilantes Francesco Scilipoti a versare la somma di 2500 euro a titolo di saldo parziale per l’acquisto di un fuoristrada.
Rideterminate le pene nei confronti di Antonino Bagnato (da 4 anni e 8 mesi a 4 anni e 1000 euro di multa per le attenuanti generiche), Alessandro Crisafulli (10 anni e 8 mesi per reati unificati in continuazione, in precedenza condannato a 8 anni e 8 mesi), Carmelo Mazzù (6 anni e 4 mesi contro i 10 anni inflitti in precedenza), Massimo Giardina (6 anni di reclusione, pena mitigata rispetto a 7 anni e 4 mesi precedenti) e Santo Alesci ( 7 anni e 4 mesi contro i 7 anni e 8 mesi precedenti). Quest’ultimo è accusato dell’intimidazione compiuta ai danni del Centro di distriuzione alimentari del Gruppo Bonina. Gli imputati dovranno risarcire i Comuni di Barcellona Pozzo di Gotto e Mazzarrà Sant’Andrea, costituitisi parte civile.
L’Operazione Gotha IV scattò nel luglio 2013 con l’esecuzione di 36 misure cautelari, Secondo gli inquirenti la criminalità organizzata barcellonese puntava a rigenerarsi dopo gli arresti dei boss storici.









