Barcellona Pozzo di Gotto. In tredici davanti al Gup per la rapina al Credito Peloritano e la tentata rapina al terminal aliscafi di Milazzo

Le rivelazioni di uno dei componenti della banda che ha deciso di collaborare con la giustizia mettono nei guai tredici persone che, in qualità di indagati, dovranno comparire il prossimo 23 maggio davanti al Gup del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto. Vincenzo Nunnari, 61 anni, ha consentito agli inquirenti di ricostruire i contorni della rapina al Credito Peloritano di Barcellona Pozzo di Gotto e della tentata rapina al terminal aliscafi di Milazzo.
A partecipare all’azione criminosa presso la filiale barcellonese dell’istituto di credito furono, oltre allo stesso Nunnari che ha compiuto un sopralluogo preventivo insieme a Salvatore Di Paola, 29 anni; Giovanni Cortese, 44 anni e Francesco Alesci, 28 anni, furono le guardie giurate Rosario Mazza, 62 anni e Antonio Mascarese, 46 anni (avrebbero fornito informazioni riservate sulla scorta), il cassiere della filiale, il trentaquattrenne Mirko Silvestri (avrebbe informato sui sistemi di sicurezza della banca e il suo arresto era stato annullato dal riesame), Rosario Pistone, 46 anni (avrebbe recapitato le indicazioni per il colpo agli esecutori materiali attraverso un biglietto). Lo scooter utilizzato per il colpo sarebbe stato messo a disposizione da Giuseppe Pennestrì, 42 anni; Giovanni Pennestrì, 62 anni e Michele Perrone, 50 anni. Carmelo Cortese, 71 anni, avrebbe fornito invece un appoggio logistico a Barcellona. Esecutori materiali furono Di Paola, Nunnari, Alesci e Giovanni Cortese. Gli inquirenti contestano anche la progettazione di una rapina che doveva essere messa a segno il 17 gennaio 2017 ai danni dello stesso Credito Peloritano, ma anche saltò per un controllo delle forze dell’ordine.
In occasione dell’episodio verificatosi al terminal aliscafi di Milazzo, dovranno rispondere di tentata rapina in concorso Salvatore Di Paola, Vincenzo Nunnari, Ugo Ciampi, Antonio Mascarese, Rosario Mazza e Giovanni Cortese. Le due guardie giurate aggredite, che attuarono una strenua e valorosa resistenza, trasportavano agli istituti di credito eoliani la somma di 528 mila euro.









