Mafia. Breve storia delle sette puntate dell’Operazione Gotha

Sette anni di Gotha. Sette. Tanti quante le puntate delle operazioni che portano questo nome. Siamo arrivati a Gotha 7. Il ciclo ha avuto inizio nella notte del 24 giugno 2011. La notte di San Giovanni. Così quel fortino, recintato da un solido e invalicabile muro fatto di intimidazioni e omertà, ha cominciato a tremare. Sempre più, fin quando su quel muro non sono comparse le prime crepe sotto i colpi delle indagini investigative di Magistratura e Forze dell’Ordine. Un fitto lavoro condotto negli anni con meticolosa cura, analizzando le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e cercando gli opportuni riscontri.
Il primo capitolo di “Gotha” viene scritto appunto nel giugno del 2011 ad opera dei Carabinieri del ROS. L’operazione scattò congiuntamente a quella denominata “Pozzo 2”. Ventiquattro furono gli arresti e fu eseguito anche un sequestro preventivo di beni per complessivi 150 milioni di euro. L’indagine scaturì dalla collaborazione con la giustizia di Carmelo Bisognano, Santo Gullo e Alfio Giuseppe Castro.
L’operazione “Gotha 2” scattò appena qualche settimana dopo. L’11 luglio, la Polizia eseguì quattro ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Messina in merito alle indagini sulle mazzette imposte all’AIAS di Barcellona Pozzo di Gotto.
Poco più di un anno dopo, il 24 luglio del 2012, ecco l’operazione Gotha 3. In quindici finirono in manette e furono sequestrati beni per quasi quindici milioni di euro. L’operazione permise di svelare i rapporti tra la famiglia barcellonese e cosa nostra palermitana e catanese.
Gotha 4 scattò il 10 luglio 2013. Trentacinque le ordinanze di custodia cautelare, di cui cinque notificate in carcere. Tredici i casi di estorsioni venute alla luce grazie anche alla collaborazione degli imprenditori. L’operazione permise di fare chiarezza anche sull’omicidio di Ignazio Artino avvenuto a Mazzarrà Sant’Andrea il 12 aprile 2011. Sempre nell’ambito della stessa operazione, il 30 ottobre del 2013, fu eseguito un ingente sequestro di beni.
Il quinto capitolo di un’indagine che sembra infinita fu scritto il 16 aprile del 2015. Ventidue gli arresti in quella circostanza. L’operazione, dalla quale scaturirono ulteriori pentimenti, fece emergere i nuovi assetti e la pericolosità del a criminalità organizzata barcellonese, capace di disporre di numerose armi, anche di elevato potenziali, tra cui kalashnikov. Emerse anche la violenza del gruppo. Il 17 novembre successivo, il seguito dell’operazione Gotha 5 portò alla notifica di otto ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di altrettanti soggetti.
L’Operazione Gotha VI scattò invece il 3 febbraio 2016. Portò alla notifica di tredici provvedimenti di misura cautelare in carcere e permise di fare luce su sedici omicidi e un tentato omicidio commessi a Barcellona Pozzo di Gotto e dintorni nell’ultimo ventennio.
Infine l’operazione Gotha 7. Quella che ieri ha portato alla notifica di 40 misure cautelari e che ha rappresentato l’ennesimo duro colpo alla famiglia barcellonese.









