Pignorata la nave Logudoro

Il Tribunale e la Corte d’Appello danno ragione a 10 precari storici di Rfi. La compagnia di traghettamento del gruppo Fs non rispetta le sentenze, prevista la riassunzione ed un rimborso pari a 300 mila euro, e l’ufficiale giudiziario sequestra la nave Logudoro. È accaduto nel pomeriggio di ieri quando a bordo del traghetto è arrivato l’atto di pignoramento che tuttavia non è stato possibile notificare per l’assenza dell’equipaggio. A Messina succede anche questo. In un settore, quello del servizio pubblico, che negli ultimi tempi ci ha abituati a dismissioni e disservizi. La Logudoro è ferma ormai da tempo. E così l’intervento del Tribunale, tuttavia, non creerà alcuna difficoltà sui collegamenti marittimi ferroviari sullo Stretto. Anzi. Rfi, in questo modo, avrebbe risolto un problema se si considera che da quasi due anni la nave non è operativa e sul suo futuro non è stato ancora deciso cosa fare.
A porre la questione Logudoro nei giorni scorsi era stato il sindacato Orsa che ha chiesto ai vertici Rfi di esprimersi sull’impiego del traghetto, per il quale la società ha speso circa 20 milioni per lavori di adeguamento e trasformazione. La nave è stata trasferita da Napoli a Messina nel 2011, dopo la soppressione della rotta sarda ed oggi rappresenta il classico sperpero di denaro nel settore pubblico. La Logudoro tornerà nelle disponibilità di Rfi soltanto dopo che la compagnia avrà rispetto le indicazioni del giudice e dunque procederà all’assunzione dei precari così come stabilito dalle sentenze.









