Da Messina a Palermo, rifiuti per strada. Crocetta chiede lo stato di emergenza.

Tutta la regione in ginocchio nella gestione dei rifiuti.In tema di rifiuti la questione è davvero esplosiva. Sia in ambito locale che regionale. In questi giorni in città le difficoltà sono evidenti. Sono molti i quartieri che soffrono per un servizio di raccolta e smaltimento della spazzatura che periodicamente è costretto a fare i conti con un sistema al collasso e soluzioni che non arrivano. La lite di qualche giorno fa tra il presidente del IV Quartiere Quero ed il direttore tecnico di Messinambiente Lisi è solo la punta di un iceberg. La partecipata comunale in liquidazione da anni non è più nelle condizioni di garantire il servizio secondo standard civili. I messinesi pagano una tari elevata e la città è sporca ed in alcune zone si sfiora l’emergenza sanitaria. L’assessore all’ambiente Ialaqua ammette che la situazione è grave. La raccolta differenziata porta a porta, indicata come una soluzione, non parte perché i mezzi già acquistati sono fermi in un centro del catanese e non possono essere utilizzati perché il Comune, che non ha ancora approvato il bilancio dello scorso anno, non ha le risorse per stipulare le polizze assicurative. Ma è tutta la Sicilia a soffrire in questo momento. Il presidente della Regione, Crocetta, ha chiesto al governo nazionale la dichiarazione dello stato di emergenza. Il governatore nelle nota inviata a Roma specifica che “sono in corso una serie di interventi per adeguare l’impiantistica regionale destinata al conferimento dei rifiuti, alle norme che regolano la materia”. Ma senza una deroga all’attuale legge dal 1 giugno non sarà più possibile utilizzare alcune discariche con la conseguenza che gran parte dei Comuni nell’isola non sapranno dove potranno conferire la spazzatura.









