Milazzo. Il Dott Antoci alla Lute per parlare di “Nebrodi”
Martedì scorso la Lute, l’Università della terza età ha affrontato un argomento “caldo”: i Nebrodi. E come lo stesso presidente Claudio Graziano ha sottolineato accogliendolo nell’Aula Magna dell’Istituto “Majorana”, “il collegamento al Dottor Antoci è stato immediato”. Ed ecco che il magistrato ha accettato l’invito della Lute e si è prestato ad una lunga chiacchierata, proprio all’indomani della sentenza del tribunale di Patti che ha pronunciato le condanne, per tutti coloro che negli anni Antoci ha fatto arrestare, 91 persone inquisite nel processo “Mafia dei Nebrodi”. Sei secoli di carcere per i mafiosi e un sequestro di beni per oltre quattro milioni di euro. Lui a cui la mafia ha di certo cambiato la vita, costringendolo a vivere sotto scorta, ma che non ha mai fatto vacillare la sua sete di giustizia. E questo emerge anche dalle sue recenti dichiarazioni: “Abbiamo fatto quello che andava fatto, abbiamo superato il silenzio e fatto capire che i soldi dei fondi europei andavano distribuiti alle persone per bene e non ai capi mafia”. Una chiacchierata tra Antoci e il presidente della Lute Claudio Graziano, che ha affrontato tutto l’aspetto giudiziario della vicenda che il dottor Antoci ha raccontato con grande orgoglio, affermando più volte che il suo è stato solo “un dovere di cittadino” per dare un senso alla propria esistenza. Un concetto molto semplice, che alla luce della brutalità delle componenti mafiose, può sembrare anche semplicistico, ma ascoltando il punto di vista di Antoci, si rimane colpiti da un passaggio: “In fin dei conti io ho fatto solo il buon padre di famiglia”. Un grande gesto di onestà, di senso civico e di giustizia ha attraversato in questi anni l’operato del Dottor Antoci, spinto dalla sua voglia di potersi continuare a guardare allo specchio con limpidezza e poter parlare alle sue figlie di onestà. “Ma forse, come lui stesso ha sottolineato, in questi anni il protagonista non sono stato io, ma il silenzio. Il silenzio di chi sapeva, ed erano tanti, e ha taciuto”. Un incontro quello organizzato dalla Lute, molto apprezzato dai presenti, rimasti in silenzio ad ascoltare tutti i singoli passaggi del racconto di Antoci, un silenzio interrotto solo dagli applausi a colui che è prima di tutto un uomo e poi un giudice, un uomo che tutti i giorni fa i conti con la paura, ma che cerca di trasformarla “in un pezzettino di coraggio”.











