Milazzo. Per le amministrative giochi fatti. L’anomalia in Sicilia della città mamertina.
Da ieri sera è tutto definito. Ed in un clima politica di assoluta incertezza, Milazzo rappresenta un unicum per l’intero territorio regionale. A 80 giorni dal voto per le amministrative di primavera 2026 , la città mamertina ha già schieramenti definiti e contrapposti a differenza di tutto il resto della Sicilia. In alcune città manca ancora il centro sinistra, in altre il centro destra, in altre entrambi. Sud chiama Nord svela il nome della Castelli candidata a Sindaco di Milazzo e pone fine ad una attesa che per gli addetti ai lavori non era tale considerato che della famosa piattaforma e della trasparenza sulla scelta del candidato si erano perse tracce già da tempo. La delusione più grande la patisce Carmelo Torre che aveva scommesso molto sul leader Cateno De Luca e sperava in una investitura diretta. Probabile che possa tentare adesso la strada in solitaria con una candidatura che completi un elenco di nomi che ad oggi segna l’uscente Midili per il Centro Destra, lo sfidante di sempre Lorenzo Italiano, il giovane Michele Vacca per il campo semi largo del Centro Sinistra ( Pd, M5s, Rifondazione comunista), Peppe Falliti per Controcorrente e, da ieri sera, Laura Castelli per Sud chiama Nord. La conferenza stampa di ieri sera a Palazzo D’amico presenta un aspetto totalmente diverso rispetto alla prima uscita di alcuni mesi fa. Un modello diverso di amministrazione rispetto a quello attuale, la proposta di Sud Chiama Nord che parla di mancanza totale di spesa per i servizi sociali ( ma si riferisce al 2019 che è un anno in cui l’attuale amministrazione non era in carica), di un sistema di bilancio completamente diverso e di proposte di modello per lo sviluppo economico della città. De luca lancia la sfida ai deputati regionali ma la partita di Sud Chiama Nord è ben più alta delle amministrative. Intanto per Milazzo si parla di due liste in appoggio alla Castelli.










