Il mercatino della “discordia? A Milazzo”

È appena nato ma “non sembra” sotto una buona stella. È il “mercatino di Milazzo” (o, al momento, “della discordia”), il protagonista del giorno che vede da una parte gli organizzatori e dall’altra diversi operatori commerciali, animarsi (a tratti anche sopra le righe) sin dal caffè della mattina.
Eppure, nel giorno dell’Immacolata, transitare a piedi nel salotto buono di Milazzo era veramente difficile; segno di una affluenza che mal si concilia con il concetto di crisi o di disagio lamentato da alcuni. “Confusioni e mala vinnita” tuonano i detrattori, “ma allora perché state aperti fino a tardi?” arriva di rimbalzo il commento dei supporter. A voler esser buoni questa città si conferma un po’ litigiosa rinforzando la tesi di chi ritiene impossibile “farci qualcosa” e che l’unica maniera per essere ben voluti e proprio “non far nulla”.
Per capire meglio siamo andati a cercare due dei protagonisti di questa disputa che, in verità, ci sembra far un po’ torto a tutti. Giuseppe Sottile, presidente dell’associazione “Progetto Città” organizzatrice del mercatino, precisa sin da subito di aver partecipato ad un bando e che “tutto nasce da lì”. “Viste le critiche raccolte in queste ore è legittimo chiedervi se non avete pensato di sentire i commercianti anche perché erano previsti più punti di esposizione mentre invece oggi è tutto concentrato nella via Medici” – “No! Noi non abbiamo definito modalità con nessuno, abbiamo solo partecipato al bando e abbiamo delineato il progetto attraverso quello che era il bando” – Fabio Milici, presidente dell’APIM (associazione partite Iva Milazzo), forte dei suoi oltre 250 iscritti, non la pensa così e, senza giri di parole, tira dentro l’amministrazione “Siamo stati presenti alla riunione indetta dal sindaco circa un mese fa, in cui ci comunicavano le risultanze del bando. L’attenzione che ci era stata promessa circa la tutela delle tipologie merceologiche che insistevano soprattutto nella via Medici discusse anche in presenza degli assessori Trimboli e Presti, in realtà, non c’è stata. Si era parlato di una Via Medici caratterizzata dal settore alimentare mentre le altre tipologie sarebbero state allocate diversamente”. In effetti Sottile ammette il cambio di programma rispetto alla previsione originale ma le responsabilità sarebbero in capo alla mancata concessione del demanio. Una variazione in corsa non una scelta. Milici sembra invece puntare il dito su “ragioni economiche” che avrebbero impedito di “illuminare due aree distinte”. Scarsità di fondi determinata anche dalla mancata collaborazione dei commercianti alcuni dei quali, soprattutto nella zona interessata, hanno ritenuto l’iniziativa a loro “ostile”. Ma allora quale sarebbe stata per voi la migliore impostazione di un mercatino? – “…avremmo preferito la più collaudata impostazione in marina Garibaldi con magari una prevalenza di prodotti tipici, alimentari e del settore dolciario … ci sembra ormai chiaro che molti commercianti il mercatino sulla via Medici non lo vogliono.” Cosa invece avreste gradito che l’amministrazione facesse per creare la giusta attrattiva in centro città? – “ad esempio qualche attività ludico-ricreativa soprattutto per i bimbi, laddove i bambini possono giocare è più facile che si fermino anche le famiglie; così abbiamo invece solo concorrenza…”. Presidente Sottile ci sono molte critiche sulle categorie merceologiche del mercatino colpevoli, a detta di alcuni, di portar via fatturato ai locali, è vero? – “assolutamente no! Tutte le categorie sono quelle previste dal bando e ciò non cozza con quello che viene venduto in via Medici.“ È quindi forse solo un problema di “troppe casette in poco spazio” dettata dalla variazione del progetto originario? Visto il tema non era forse opportuno un segnale di disponibilità, di buonsenso, per prevenire le polemiche attraverso un dialogo con le attività di Via Medici? – “Dal bando era prevista la via Medici e non c’erano limiti alle postazioni; ritengo infondata qualsiasi tipo di critica in tal senso anzi ritengo che con questa affluenza i commercianti siano stati solo favoriti”. Allora perché queste proteste? – “il mondo è variopinto! …è normale qualche critica in democrazia e noi l’accettiamo.”
Posizioni distanti, in verità, anche se sembra oggettivo che non ci sia stata troppa voglia di discutere. Certamente poteva essere fatto di più in fase di progettazione dell’iniziativa ma anche il trincerarsi dietro le previsioni di un “bando” redatto forse frettolosamente non basta e certamente non sembra una risposta esaustiva. Quanto abbia inciso l’appartenenza o il pregiudizio politico spesso tirato in ballo lontano dai microfoni, non è dato sapere ma il dubbio rimane. Alcuni problemi tuttavia sono oggettivi e prescindono dalle polemiche iniziali che certamente (ci auguriamo) scemeranno all’avvicinarsi del Natale; i noti limiti urbanistici del centro città, infatti, la carenza di parcheggi e di una gestione “illuminata” del servizio dei vigili urbani sono criticità condizionanti più di quelle eventualmente ascrivibili all’organizzazione. Una prima risposta forse l’avremo a breve con il nuovo assetto viario in via marina Garibaldi; più parcheggi e primo modulo dell’area ciclabile: basterà?








