Forza Italia, Intravaia: «Minardo garanzia di equilibrio. Schifani? La ricandidatura non è in discussione»
PALERMO. La nomina di Nino Minardo a commissario regionale di Forza Italia in Sicilia può rappresentare l’occasione per rilanciare e riorganizzare il partito, superando le divisioni interne e rafforzandone il ruolo all’interno della coalizione di centrodestra. È la posizione espressa dal deputato regionale azzurro Marco Intravaia, che in un’intervista al giornale online ilSicilia.it guarda anche alla prospettiva delle prossime elezioni regionali e ribadisce il sostegno alla ricandidatura del presidente Renato Schifani.
Per Intravaia, Minardo rappresenta «una garanzia di equilibrio e moderazione» e avrà il compito di «organizzare e ristrutturare il partito», valorizzando «meritocrazia, competenze e integrità morale». Una fase di rinnovamento che, secondo il deputato regionale, dovrà puntare su una classe dirigente capace di ascoltare i territori e mantenere un rapporto costante con amministratori e cittadini.
«Non è più tempo per le rendite di posizione e per le carriere costruite sull’appartenenza», sostiene Intravaia, secondo il quale la crescita di Forza Italia passa dalla presenza sul territorio e dalla capacità di trasformare le esigenze delle comunità in proposte politiche concrete. Le nuove adesioni al partito, aggiunge, confermerebbero la capacità di attrazione di Forza Italia, che punta a rafforzare il proprio radicamento in Sicilia.
Sul futuro della presidenza della Regione, Intravaia non vede ragioni per mettere in discussione la candidatura di Schifani. «La continuità è un valore importante», afferma, ricordando di non avere condiviso a suo tempo l’interruzione dell’esperienza di governo di Nello Musumeci e ribadendo di essere favorevole alla prosecuzione dell’attuale esecutivo.
«Non credo si debba mettere in discussione la candidatura del presidente uscente, soprattutto quando ha lavorato bene», dice Intravaia, precisando comunque che la decisione finale spetterà allo stesso Schifani e ai partiti della coalizione. Se il presidente dovesse scegliere diversamente, aggiunge, Forza Italia dovrebbe comunque continuare a puntare a esprimere la guida del governo regionale, mettendo in campo «proposte valide, di spessore e vincenti».
Il deputato regionale interviene anche sulle difficoltà che hanno caratterizzato l’attuale legislatura all’Ars. «Purtroppo questa è una legislatura che ha vissuto – e continua a patire – fibrillazioni e divisioni interne alla maggioranza su alcuni temi», afferma, indicando proprio nelle tensioni interne uno dei motivi delle battute d’arresto subite da alcune riforme approdate in Aula.
Particolare attenzione viene dedicata alla riforma della dirigenza regionale. Intravaia ribadisce la necessità di intervenire sulla burocrazia, che definisce «uno dei mali di questa terra», e propone un modello basato su una fascia unica della dirigenza, con una maggiore apertura anche verso l’esterno. La sua idea è quella di consentire al 50 per cento dei posti di dirigenza generale di essere accessibile attraverso procedure aperte anche a giovani e professionalità esterne all’amministrazione regionale.
La principale criticità, secondo Intravaia, riguarda invece la fase transitoria della riforma, nella quale potrebbe determinarsi «un automatismo che porterebbe ad un elenco bloccato di 33 dirigenti generali». Un rischio che il deputato definisce quello della creazione di una «casta di dirigenti generali a vita». «Quello a cui punto è la meritocrazia», sottolinea, evidenziando il peso che la riforma avrà sul futuro dell’amministrazione regionale.
Sul piano della questione morale, Intravaia richiama le diverse inchieste giudiziarie che hanno interessato la legislatura, ribadendo il principio garantista previsto dalla Costituzione ma anche la necessità, per istituzioni e partiti, di mantenere «un’attenzione molto alta».
Il deputato azzurro affronta quindi il tema della sicurezza e della mafia, sottolineando come la criminalità organizzata abbia subito importanti battute d’arresto ma resti ancora presente. «Non bisogna abbassare la guardia», afferma, sia sul fronte del controllo del territorio sia su quello della corruzione. In questo quadro, indica nei giovani «molto più consapevoli e cresciuti in un clima diverso» una delle principali speranze per il futuro della Sicilia.
Infine, Intravaia individua la priorità per l’ultima parte della legislatura nella capacità di trasformare i risultati ottenuti sul fronte economico e del risanamento in nuove opportunità di sviluppo. «I conti in ordine e le risorse recuperate sono un risultato importante del lavoro del governo di centrodestra», conclude. Ora, secondo il parlamentare regionale, quelle risorse dovranno essere utilizzate per sostenere la crescita, creare occupazione e rendere la Sicilia più attrattiva per imprese, investimenti e giovani.










