Sanità internazionale, dalla Sicilia al Sudan: Humanitas e M.H.I.H. al fianco dei medici di Port Sudan
MESSINA – Un ponte sanitario tra la Sicilia e il Sudan, costruito sulla formazione, sulla condivisione delle competenze e sulla telemedicina. È quello che vede impegnati Humanitas Istituto Clinico Catanese, C.O.T. Cure Ortopediche Traumatologiche Istituto Clinico Polispecialistico e il Consorzio Mediterranean Health Innovation Hub (M.H.I.H.) di Messina in un progetto di cooperazione internazionale rivolto ai professionisti sanitari sudanesi.
L’iniziativa rientra nel progetto “Fe_On – Sostegno alla lotta contro le patologie oncologiche femminili per il benessere, la salute e i diritti delle donne”, finanziato dall’AICS, Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, e promosso dall’Associazione Centro ELIS, capofila del progetto, con il supporto del Consorzio M.H.I.H.
L’obiettivo è rafforzare il Sistema sanitario nazionale del Sudan attraverso attività di formazione, affiancamento professionale e secondo parere a distanza nel campo della ginecologia oncologica e della senologia. Il progetto guarda in particolare alla diagnosi e alla cura dei tumori ginecologici, del tumore della mammella e del carcinoma della cervice uterina, senza trascurare il fondamentale tema della prevenzione.
La collaborazione nasce da un percorso già avviato negli anni scorsi sul fronte della cooperazione sanitaria internazionale. Tra il 2021 e il 2023, infatti, COT aveva sviluppato un progetto di secondo parere e telemedicina con i medici di Ramallah, in Palestina, dedicato soprattutto all’ortopedia, alla traumatologia e alla riabilitazione.
Quell’esperienza aveva consentito di consolidare relazioni con l’AICS e di sperimentare un modello di collaborazione a distanza in un contesto particolarmente complesso, segnato prima dalla pandemia e poi dalle conseguenze del conflitto israelo-palestinese.
Ora il percorso si sposta verso l’Africa e, precisamente, verso Port Sudan, dove il sistema sanitario deve confrontarsi con una situazione di forte fragilità e con una complessa emergenza umanitaria.
Per la realizzazione delle attività formative e di consulenza specialistica, l’Associazione Centro ELIS ha indetto una gara pubblica, aggiudicata al Consorzio Mediterranean Health Innovation Hub. La specificità del progetto ha portato il Consorzio a coinvolgere Humanitas Istituto Clinico Catanese, mettendo a disposizione competenze specialistiche nel settore della ginecologia oncologica e della senologia.
«Queste iniziative non sono semplici progetti formativi – sottolinea Marco Ferlazzo, presidente del Consorzio M.H.I.H. – ma percorsi di cooperazione internazionale che puntano a rafforzare gli ecosistemi sanitari locali. L’obiettivo è trasferire competenze, creare valore sul territorio e lasciare un patrimonio di conoscenze e know-how che possa tradursi in migliori percorsi di cura per le pazienti».
Il lavoro è già entrato nella fase operativa. A coordinare le attività per Humanitas Istituto Clinico Catanese è Fabio Ciancio, responsabile della Ginecologia, che da alcune settimane partecipa a incontri periodici online con i colleghi sudanesi.
Al centro delle sessioni ci sono soprattutto i casi clinici più complessi di oncologia ginecologica. I professionisti discutono insieme le possibili strategie terapeutiche e chirurgiche, confrontandosi sulle linee guida europee ma tenendo conto delle condizioni concrete nelle quali i medici sudanesi sono chiamati a operare.
«Il nostro compito non è semplicemente trasferire nozioni o presentare linee guida – spiega Ciancio – ma cercare di rendere questa collaborazione davvero utile per i colleghi che lavorano in Sudan. È fondamentale conoscere il loro contesto, le attrezzature disponibili, i protocolli utilizzati e le difficoltà quotidiane. Solo così possiamo offrire un supporto concreto, sostenibile e realmente applicabile».
Il progetto si sviluppa lungo due direttrici principali. La prima è quella della consulenza specialistica, attraverso il secondo parere e la discussione dei casi clinici. La seconda riguarda la formazione, con lezioni online dedicate all’oncologia ginecologica, alla gestione delle pazienti in reparto, al posizionamento in sala operatoria e ad alcuni aspetti specifici della senologia.
Un trasferimento di competenze che vuole lasciare una traccia duratura anche oltre la conclusione delle attività. «La dimensione umana di questo progetto è molto forte – aggiunge Ciancio –. Mettiamo a disposizione competenze che fanno parte della nostra attività quotidiana, ma sentiamo anche la responsabilità di fare in modo che questa opportunità possa diventare per loro un vantaggio reale».
Gli incontri si svolgono attualmente a distanza e in lingua inglese. Il percorso formativo proseguirà nei prossimi mesi e potrebbe successivamente aprire la strada a ulteriori occasioni di scambio, anche attraverso momenti di formazione in presenza e l’eventuale ospitalità dei professionisti sudanesi nelle strutture coinvolte.
Il progetto rappresenta così un ulteriore tassello di una strategia di cooperazione sanitaria basata non soltanto sull’assistenza diretta, ma soprattutto sulla capacità di trasferire conoscenze, competenze e strumenti professionali.
Dalla Sicilia al Sudan si consolida quindi una rete che mette insieme realtà sanitarie, professionisti e organizzazioni impegnate a rafforzare i sistemi locali di cura. Un modello nel quale innovazione, formazione e relazioni umane diventano strumenti concreti di cooperazione internazionale.









