Montalbano Elicona torna nel Medioevo: grande successo per la 45ª edizione delle Feste Aragonesi
MONTALBANO ELICONA – Due giorni di storia, spettacoli, tradizione e grande partecipazione hanno riportato Montalbano Elicona nelle atmosfere del Medioevo. La 45ª edizione delle Feste Aragonesi, andata in scena il 16 e 17 agosto, ha trasformato il borgo dei Nebrodi in un autentico teatro a cielo aperto, richiamando numerosi visitatori e confermando la manifestazione tra gli appuntamenti più longevi e identitari del territorio.
Per due giornate il centro storico, il Castello Federico III d’Aragona e le piazze del paese sono stati animati da cortei, rievocazioni, mercati, antichi mestieri, combattimenti, musica, danze e spettacoli, con un programma pensato per coinvolgere pubblici di tutte le età.
Il momento centrale è stato il Gran Corteo Storico Medievale, con la rievocazione dell’ingresso di re Federico III d’Aragona “in terram et castrum Montis Albani”. Il corteo ha attraversato il borgo partendo dal castello per raggiungere Piazza Maria Santissima della Divina Provvidenza, dove si sono svolti il bando di apertura delle Feste, la consegna dei Falconi e delle chiavi del Castello.
A rendere ancora più suggestiva la rievocazione sono stati i numerosi gruppi storici e le compagnie artistiche presenti. Cavalieri, sbandieratori, danzatori, arcieri, giullari, musici e artigiani hanno ricreato un’atmosfera medievale capace di trasformare le vie del centro in un percorso immersivo.
Grande attenzione ha suscitato anche “Honor. Lo spettacolo dei Cavalieri della Corona d’Aragona”, curato da L’Arte Equestre di Carmelo Lo Cicero, insieme alle danze di corte dell’associazione Sicularagonensia e allo spettacolo degli Sbandieratori dell’Associazione Maestri di Motta Sant’Anastasia.
Il programma ha coinvolto anche i più piccoli, con attività didattiche e momenti di animazione, mentre nelle ore serali il borgo è stato animato dal mercato dei mestieri medievali, dall’accampamento, dalle dimostrazioni di tiro con l’arco, dalla presenza dei rapaci, dagli spettacoli di fuoco e fachirismo e dalle esibizioni di strada.
Particolarmente suggestivi gli appuntamenti ospitati all’interno dell’Anfiteatro del Castello Federico III d’Aragona, dove si sono alternati spettacoli di danza, musica e teatro, e quelli in Piazza Duomo, trasformata per l’occasione in uno dei principali palcoscenici della manifestazione.
La seconda giornata, lunedì 17 agosto, ha mantenuto alta l’attenzione, con nuove dimostrazioni di volo dei rapaci, danze di corte, spettacoli con il fuoco e il ritorno del mercato medievale e dell’accampamento. In serata, spazio anche alla musica celtica-medievale e alle danze guidate con Tir Na Nog.
«Con le Feste Aragonesi Montalbano Elicona rinnova il proprio legame con la storia e con la figura di Federico III d’Aragona – ha sottolineato il sindaco Antonino Todaro –. La 45ª edizione è stata un momento di partecipazione, cultura e spettacolo, ma anche un’importante occasione di promozione del territorio e del patrimonio di uno dei Borghi più belli d’Italia».
Soddisfazione anche da parte dell’assessore al Turismo Fabio Truglio, che ha evidenziato il lavoro collettivo alla base della manifestazione e il sostegno della Regione Siciliana, che ha concesso il patrocinio. «È una manifestazione che viene realizzata con un grande lavoro di squadra – ha sottolineato –. Il mio grazie va all’onorevole Elvira Amata per il sostegno e a tutte le associazioni locali e non che da anni contribuiscono alla realizzazione dell’evento».
La manifestazione è stata organizzata dal Comune di Montalbano Elicona in collaborazione con l’Associazione Rievocazioni Storico-Religiose, il coordinamento artistico di Maria Rita Simone e numerose realtà associative e culturali.
La partecipazione registrata nei due giorni conferma la capacità delle Feste Aragonesi di andare oltre la semplice rievocazione storica, trasformandosi in uno strumento di valorizzazione dell’identità locale e di promozione turistica. Per Montalbano Elicona, il Medioevo continua così a rappresentare non soltanto memoria, ma anche una concreta occasione per attrarre visitatori e raccontare il patrimonio del borgo.










