Vaccini. Restrizioni per i Comuni che non hanno raggiunto il 60% di vaccinati, l’ipotesi dalla Regione Siciliana.
Contagi che aumentano e una campagna vaccinale che sembra essere andata in ferie, visto il numero di vaccinazioni effettuate a rilento, a causa questa volta non della mancanza di dosi, ma proprio da uno scetticismo che ancora purtroppo persiste nella popolazione. Risultato una Sicilia, prima per contagi ma ultima per numero di vaccinati, con ancora molti Comuni, al di sotto del 55% di immunizzati. A questo proposito l’Assessore alla Salute Ruggero Razza, ai microfoni di Sky TG24, ha annunciato di valutare delle restrizioni più severe, ma necessarie, per tutti quei Comuni che non raggiungono il 60% di popolazione vaccinata. Un ipotesi estrema, presa in considerazione non solo per un tasso troppo basso di adesione alla campagna vaccinale, ma soprattutto a un dato ben più allarmante. Secondo Razza infatti oltre il 90% dei ricoveri in terapie intensiva viene occupato da persone non vaccinate
” E’ sbagliato – ha dichiarato l’Assessore nella trasmissione Timeline – come tante volte leggiamo anche sui social network, mettere l’uno contro l’altro le cure domiciliari o la diagnosi contro il vaccino. Il vaccino è uno strumento di prevenzione straordinario: sono convinto che andando incontro ai cittadini , e aumentando ancora di più il rapporto con i medici di medicina generale, potremo riuscire in questo obiettivo.”








