Milazzo. I Molini Lo Presti da salotto della “monnezza” a Porta del Mare?. Formica fuori tempo ci prova.

Un’amministrazione che ha dovuto attendere 5 anni e 3 mesi per mettere in piedi, secondo quanto comunicato, un progetto che prevede di trasformare, con la collaborazione della Camera di Commercio di Messina, i Molini Lo Presti in Porta del Mare con uffici commerciali e asserviti alla portualità ma anche con albergo, ristorante, sala convegni e ampia area destinata al Museo del Mare. Costo di 18 milioni di euro, d cui 8 milioni da finanziare attraverso il Ministero dei trasporti e delle infrastrutture e i 10 milioni che dovrebbero arrivare da investimenti privati, approffittando della presenza della Zes nella zona del Molino Lo Presti. Tutto fantasmagorico. Sorvolando sul fatto che si è passati dalla dichiarazione di alcuni mesi fa in cui l’amministrazione destinava il Molino Lo Presti all’Autorità Portuale a cui aveva proposto l’acquisto o, in subordine, il comodato, alla attuale in cui si parla di progetto inviato al Ministero, quello che colpisce è proprio il mistero che cinge il “progetto”. Sul sito del Comune di Milazzo, negli ultimi mesi, non esiste traccia di nomine di Rup per realizzare progettualità sul Molino Lo Presti, ne esistono determine dirigenziali di approvazione del progetto stesso. Nessuna traccia neanche nelle delibere di Giunta Municipale che quindi al Ministero non si capisce cosa e come avrebbe inviato. Il mistero si infittisce quando si legge che il tutto è avvenuto in collaborazioen con la Camera di Commercio di Messina senza specificare quale sia la collaborazione prestata nel progetto. Sarà tutto reale ma un minimo di documentazione dovrebbe essere subito messa in mostra. Contemporaneamente, nello stesso comunicato, l’Amministrazione comunale, per bocca del primo cittadino, attacca i ” social-critici” che descrivono il Molino Lo Presti come rifugio di rifiuti mentre lui si sta dannando l’anima e presenta un progetto di ampio respiro. Solo per sottolineare che la spazzatura è documentata da foto e non risale alla notte dei tempi, sembrerebbe piuttosto dovuta a raccolte di volontari accatastati da mesi all’interno e da depositi di pezzi di arredo e rifiuti ingombranti raccolti nel corso degli ultimi anni e che vanno immediatamente rimossi ( si tratterebbe di una discarica abusiva in pieno centro cittadino e per giunta su bene del Comune di Milazzo che ne detiene la proprietà e l’uso) . La stessa cosa non si può dire del progetto che ad oggi è documentato solo dagli slogan contenuti nel comunicato che segue integralmente mentre uno schizzo non appare da nessuna parte.









