Il Crocierismo secondo l’Authority. A Messina normal ma con 453 mila presenze, a Milazzo luxury ma senza persone.

Proprio così. Il commissario straordinario dell’Autorità Portuale di Messina e Milazzo ha diffuso un comunicato con le risultanze del “Seatrade med 2018” la fiera del crocierismo mediterraneo tenutasi la scorsa settimana in Portogallo, a Lisbona. “Il 2018 si chiuderà a Messina con circa 165 scali e 365.000 passeggeri, ma è un dato che potremo dare come definitivo solo a conclusione dell’anno solare. Il nostro numero di navi al termine dell’anno, infatti, è sempre in crescita rispetto alle previsioni, visto che il porto peloritano diventa rifugio in cui spostare scali previsti in altri approdi per la sua assoluta sicurezza anche in condizioni meteomarine critiche. Il 2019 sarà poi ancora più significativo: al momento si prevedono 170 scali per 453.000 passeggeri, con un incremento significativo del 24% di presenze” dichiara il comandante De Simone, commissario straordinario dell’Autorità Portuale. presenze mirabolanti e che portano da se ulteriori possibilità occupazionali, ricadute economiche in area portuale e la necessità impellente di un importante investimento economico “In previsione della costruzione del nuovo terminal crociere a Messina, inoltre, si è avviato con alcune compagnie un confronto sulla possibilità di potenziarne la presenza soprattutto nella stagione invernale” dice sempre De Simone. E Milazzo?. Ecco come chiude il comunicato stampa dell’Autorità Portuale “Per Milazzo, invece, abbiamo orientato la nostra attività promozionale anche sul comparto luxury, al quale è stato dedicato proprio un approfondimento tematico nel corso del “CLIA Port and Destination Summit”, evento organizzato in concomitanza della fiera dall’Associazione internazionale delle compagnie crocieristiche. Si tratta di un segmento del traffico crocieristico dalle potenzialità enormi che però richiede un’attenzione e un’offerta molto particolari, mirate a soddisfare gli standard di una clientela estremamente esigente”. Come dire, ne riparliamo nel 2040. Quando l’impegno c’è ma la fantasia supera la realtà.









