Milazzo. Lunedì sera in consiglio la “questione” Migranti. Fiumarella sede inopportuna.

“Chiunque incontri è tuo fratello, figlio, figlia; non ci sono fratelli e sorelle di serie B, C e D.” Andrea Gallo.
Come la maggior parte della popolazione milazzese, anche noi, non possiamo esimerci dal discutere la scelta fatta dal sindaco Formica nei giorni scorsi riguardo l’accoglienza. Questi ragazzi saranno ospitati a Fiumarella in una scuola che, da tempo inutilizzata, presenta delle condizioni talmente pietose da mettere in seria difficoltà Crudelia De Mon ad invitare il suo peggior nemico ad abitarci. Individuare la struttura adibita all’accoglienza in quei locali, si presume significhi una messa a nuovo degli stessi con un investimento consistente. Il tutto, ovviamente, inizialmente a spese del comune. E’ assurdo poter solo pensare di accogliere degli uomini, ragazzi, in una scuola dove non esiste la possibilità di usufruire in maniera completa, e verrebbe da aggiungere anche dignitosa, dei servizi igienici vista l’assenza di docce. Va bene accogliere, ma ricordiamoci che sono sempre uomini e da tali andrebbero trattati. Un altro paradosso, forse il più grande, che regala a questa vicenda un profilo davvero singolare, è la scelta del luogo. Il quartiere individuato è Fiumarella, quartiere ancora inesplorato dagli esponenti dell’amministrazione. Fermiamoci un attimo, riflettendo sulla situazione. Qual è il senso di ospitare questi ragazzi mostrandosi accoglienti (il che è un dovere, visto lo schieramento del sindaco e l’attenzione particolare che lo stesso, tenendo conto dei propri ideali, dovrebbe avere nei confronti di una politica sociale)? Ragazzi in serie difficoltà rifugiati da guerra e fame. Ma qual è il senso mentre altri nostri “fratelli” non vengono presi in considerazione? Non sono anche loro vittime di una guerra non combattuta con armi e bombe, ma durante comizi e aule di palazzi adibiti a salotti politici? Sconfitti da lotte a suon di chiacchiere e promesse, si sono visti relegati in un quartiere come emarginati sociali e recintati, neanche fossero animali, dove i servizi se potessero essere valutati su una scala da 1 a 10 non raggiungerebbero neanche lo zero, poiché inesistenti! E adesso cosa succede? Trattati da una vita come cittadini di serie C si vedono ospitare dietro l’angolo questi ragazzi, a cui è stata promessa accoglienza, amore e fratellanza. Come se lo devono spiegare questi uomini, adesso retrocessi ad un’altra categoria? Mentre nei confronti di questi ragazzi provenienti dai paesi africani la società si divide tra chi li guarda con occhi compassionevoli e chi di disprezzo; nei confronti di questi nostri compaesani gli sguardi provengono da occhi completamente indifferenti al loro stato sociale ed alle loro esigenze.
Marco Amato.









