Vice Comandante dei vigili reintegrata. Dalla sentenza emergono particolari “inquietanti”.

La decisione assunta dal Giudice del lavoro del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto fa emergere tanta approssimazione ed ingenera più di un dubbio sulla legittimità della sanzione comminata alla Vice Comandante dei Vigili Urbani. Il Giudice infatti, nella disamina del ricorso presentato dall’Avvocato Giusy Gatto, rileva innanzitutto una incongruenza rispetto alla documentazione che il Comune ha richiesto alla dipendente per dimostrare l’avvenuta frequenza del corso di studi on line. La normativa che il Giudice cita prevede infatti che sia sufficiente la dimostrazione fornita dal dipendente e non anche una certificazione dell’Università attestante l’avvenuta partecipazione al corso on line.
Il caso strano è che il Comune richiede comunque la certificazione all’Università Pegaso in data 15/12/2016 e l’Università nella stessa data conferma con la firma del Direttore Amminsitrativo la partecipazione al corso della dipendente, ma l’Ufficio procedimenti disciplinari aveva già chiuso il procedimento il 06/12/2016 irrogando la sanzione di 2 mesi di sospensione dal servizio e dallo stipendio. Ancor più strano è che, nonostante la conferma ricevuta, il Dirigente della Polizia Municipale applica lo stesso la sanzione disciplinare a partire dal 20 febbraio 2017. Il Giudice si spinge a dire che il provvedimento disciplinare appare dunque illeggittimo.
Ulteriormente fa riflettere il fatto che il Giudice evidenzia a piene mani e che attiene gli orari di lavoro della Vice Comandante e la presunta presenza dal parrucchiere in quelle ore ritenute dal Dirigente della Polizia Municipale e da chi ha controllato e fotografato la collega come ore di servizio. Di fatto il Giudice perviene alla conclusione che non sarebbe proprio così. La Vice Comandante aveva richiesto infatti permessi per studio durante l’orario di lavoro che era previsto in ore antemeridiane. L’orario di lavoro ormai da molti mesi si svolgeva di mattina. Stranamente la contestazione della presenza dalla parrucchiera veniva segnalata di pomeriggio.
Nel procedimento disciplinare avviato dall’UPD del Comune di Milazzo su richiesta del Dirigente della Polizia Locale, veniva asserito che, proprio nella settimana in cui la Vice Comandante usufruiva dei permessi studio, l’orario di lavoro sarebbe stato spostato di pomeriggio. Il Giudice coglie due grosse incongruenze. La prima riguarda lo spostamento dell’orario che, all’atto della richiesta del permesso studio avvenuta il 28 giugno del 2016, era fissato nei fogli di servizio proprio di mattina mentre poi, nel foglio di servizio allegato al procedimento disciplinare appare corretto a penna indicando un orario di lavoro pomeridiano. il Giudice sottolinea ” il prospetto dattiloscritto allegato al fascicolo del procedimento disciplinare riporta aggiunte a penna verosimilmente apposte in un momento successivo, e pare difforme da quello esposto in bacheca il 5 e 6 luglio”. Ne’ viene data prova che la modifica di orario fosse stata comunicata alla Vice Comandante o che la stessa avesse l’ obbligo di andare a verificare presso il Comando l’orario giornaliero, trovandosi in permesso studio.
La seconda incongruenza riguarda il fatto che, stranamente, la Vice Comandante coordina il nucleo operativo 6 e che in base agli orari di lavoro della settimana interessata l’orario di lavoro risulta sfalzato tra coordinatrice e componenti del nucleo operativo. Scrive il Giudice a proposito dell’anomalia dell’orario “spostandolo al pomeriggio peraltro inspiegabilmente e a differenza degli altri colleghi del nucleo operativo 6 dalla stessa coordinato”.
Stonano parecchie cose in tutta la vicenda che verrà comunque dibattuta in via definitiva il prossimo 26 settembre alle ore 9.









