Volano gli stracci

È la politica, bellezza
Non ci piace che oggi ci siano paladini del perbenismo che fino a ieri ne sconoscevano il termine. Genovese, per alcuni, è lo scandalo della politica. Bene, ne prenda atto chi ha guardato sempre dall’altra parte. Noi non ci scandalizziamo. Non certamente del suo passaggio a Forza Italia. Era nelle cose. Chi lo ha abbandonato a se stesso non poteva pensare di farlo rimanere comodo ad attendere. La verità è che Genovese era stato “pesato” male dal PD nazionale, regionale ed anche locale. Probabilmente a Roma ed a Palermo, oltre che a Messina, avranno pensato che il mite Francantonio sarebbe crollato solo il peso delle doppie mandate di gazzi. Che si sarebbe dimesso liberando la scena politica a chi, ed erano molti, avrebbe potuto raccogliere a piene mani in un serbatoio di voti che è retaggio del passato consolidato nel presente. Renzi ed il giovane Raciti, infatti, non hanno mai espulso Genovese dal Pd. Lo hanno sospeso, in una sorta di garantismo e buonismo che mascheravano il vero motivo di questa decisione. Attendevano che fosse la mancanza di coraggio a tradire il recordman dei voti siciliano. Sulla mancata espulsione il silenzio in casa PD è stato assordante. Nessuno si vergognava di sedere in aula accanto ai genovesiani. Nessuno arrossiva ad avere la tessera del partito in tasca mentre Genovese era soltanto sospeso. Nessuno ha chiesto a Rinaldi di dimettersi dal Pd, ne i vertici romani ne quelli palermitani. Tutti sospesi nell’oblio di un crollo che non c’è stato. Ma il Pd non è nuovo a questo tipo di scelta. Garantismo o comoda vigliaccheria?. Stabilisca il lettore. Ma che oggi si faccia la morale è assolutamente fuori luogo. Per più di un motivo. Non ci soffermiamo ad analizzare gli ultimi venti anni della politica messinese o siciliana. La matrice è unica, la Dc, l’arrivo è multiplo. Chi a destra e chi a sinistra, andata e ritorno ed a volte ancora andata. Le transumanze da MPA a Crocetta e prima ancora dall’Udc all’Mpa ci raccontano molto del senso di appartenenza della politica siciliana. Fare l’elenco diventerebbe lungo. Quindi perché oggi tutto questo scandalo?. Dicevamo che i motivi sono multipli. Il primo, immediatamente cittadino, è che Accorinti è fortemente in bilico. Mentre il PD lo scudisciava la mattina, e lo lisciava la sera,Genovese ed i suoi consiglieri sono in grado di porre immediatamente fine alla sua legislatura. Sarebbe un problema per chi, in Accorinti, ha trovato l’uomo ideale per mantenere lo status quo dell’immobilismo. Non si sa se Messina sia carne o pesce. A chi vive di ambiguità amministrativa va tutto comodo. Genovese rompe questi equilibri. Chi aveva già fatto di conto per le ormai prossime elezioni regionali e nazionali,manuale di spartizione alla mano, oggi si trova in difficoltà. Mancano numeri ed adesioni per fare il passo grande. L’elenco continua con chi pensava di avere un partito in mano e si ritrova una scatola vuota. I tesserati PD in provincia scendono a poco più di mille e non per scelta del partito. A chi vendere questo giocattolo tenuto in piedi con mastice scadente. Poi, in fondo, ci sono i moralisti. La peggio razza. Ragionare sul perché una collega giornalista, brava, venga defenestrata da una manifestazione in ricordo di una vittima della mafia, dopo esserne stata l’anima per parecchi anni, ci porta a dire che i moralisti pensano a senso unico ma per esclusivo interesse personale. E così gettonopoli diventa la pietra dello scandalo ma l’assenza di chiarezza in molti aspetti economici e burocratici della città è normale. Per i moralisti, parlare al telefono con consiglieri comunali è disdicevole per un giornalista. Parlarci nel chiuso di una stanza e fare strategie di interessi invece è cosa buona e giusta. Di fronte a tutto questo, noi non ci scandalizziamo del passaggio di Genovese a Forza Italia ne di quello dei suoi consiglieri. Ci preoccupa molto di più il quadro dipinto sopra.
Pippo Midili








