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Cosa accadde il 4 novembre 1918?

II 4 novembre 1918 finiva la Grande Guerra ,un evento che ha segnato in modo profondo e indelebile l'inizio del '90​0 e che ha determinato radicali mutamenti politici e sociali. 
In questa giornata si intende ricordare tutti coloro che, anche giovanissimi, hanno sacrificato la vita per la patria e, al contempo, si celebra l’unità nazionale e delle forze armate.
Ma cosa accadde quel lontano 4 novembre 1918? Perché se è vero che della Seconda Guerra Mondiale si parla più spesso, del primo conflitto e di quelle povere vite spezzate si ha purtroppo poca memoria.
 II 4 novembre è l’anniversario del cosiddetto armistizio di Villa Giusti del 1918, e in Italia si fa coincidere generalmente l’armistizio con la fine della Prima guerra mondiale. L’armistizio fu firmato a Padova il giorno prima, il 3 novembre 1918, da Italia e Impero austro-ungarico. L’Italia all’epoca era alleata con la Triplice Intesa formata da Francia, Russia e Regno Unito. Le trattative per l’armistizio erano cominciate qualche giorno prima, il 29 ottobre, durante la battaglia di Vittorio Veneto: l’ultimo scontro armato tra l’Italia e l’Impero austro-ungarico.
Il comandante delle forze armate italiane, il generale Armando Diaz, comunicò con un bollettino la fine della Guerra e la vittoria: «La guerra contro l’Austria-Ungheria che l’Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta. […] I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo, risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza». In realtà l’armistizio non fu un successo per l’Italia: gli accordi iniziali prevedevano per l’Italia l’annessione di Trentino, Tirolo meridionale, Venezia Giulia, l’intera penisola istriana (esclusa Fiume), una parte della Dalmazia, alcune isole dell’Adriatico, le città albanesi di Valona e Saseno e il bacino carbonifero di Adalia in Turchia, oltre alla conferma della sovranità su Libia e Dodecaneso; le nazioni della Triplice Intesa però decisero di non concedere all’Italia tutti i territori promessi: questa è la ragione per cui Gabriele D’Annunzio parlò di “vittoria mutilata“.
L’Italia si vide riconoscere solamente il Trentino, l’Alto Adige, l’Istria e Trieste, ma non la Dalmazia e la Libia. Il 4 novembre si celebra comunque la giornata dell’unità nazionale per l’annessione di Trento e Trieste al Regno d’Italia (non va confusa con l’anniversario dell’unità d’Italia) e la giornata delle forze armate, poiché quei giorni del 1918 vennero dedicati alle onoranze funebri – in Italia e in Europa – per i soldati morti in guerra.
La giornata dell’unità nazionale del 4 novembre è l’unica festa nazionale che sia stata celebrata dall’Italia prima, durante e dopo il fascismo: è stata istituita nel 1919 ed è durata fino al 1976, dal 1977, dopo una riforma del calendario volta ad aumentare i giorni lavorativi, si cominciò a festeggiare la giornata dell’unità nazionale e delle forze armate nella prima domenica di novembre. Negli anni Ottanta e Novanta l’importanza della festa diminuì progressivamente, rispetto agli anni precedenti Sessanta e Settanta in cui era oggetto di discussioni, polemiche e lotte politiche.
A prescindere dalle diverse posizioni ideologiche, sarebbe doveroso accantonare ogni tipo di polemica e ricordare con rispetto coloro i quali hanno dato la vita per il nostro paese, tramandando il loro sacrificio alle nuove generazioni.

 

Donatella Manna

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