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Milazzo - politica

Milazzo. Lettera aperta al Sindaco da Franco Rizzo, ex consigliere di maggioranza. Lo sport è il simbolo del fallimento amministrativo di Formica.

Lettera Aperta.

Voglio riavvolgere la pellicola tornando alla primavera del 2015 e leggervi una piccola parte del programma elettorale che il Sindaco presentò in quel periodo: “Pensare ai giovani significa anche aiutare gli sport, occasione di crescita sana e di socializzazione specie per i più piccoli. Per questo rilanceremo la consulta dello sport, renderemo gli impianti all’altezza di una città moderna e, attraverso una nuova regolamentazione, assicureremo la loro fruizione a tutti gli operatori, prestando particolare attenzione a chi cura i settori giovanili.” Insomma, guardando le anticipazioni, si prospettava proprio un bel film, semplice e lineare. Peccato, però, che lo stesso film, una volta visionato, mi abbia lasciato alquanto deluso.        

Guardiamo ai fatti: fino a qualche settimana fa il Sindaco ha tenuto per sé le deleghe allo sport. Due anni e mezzo intensi dal punto di vista delle politiche sportive, talmente intensi che il nostro Sindaco se ne è occupato per ben quattro volte: presenziando due volte alle giornate di Educazione allo sport promosse in Marina Garibaldi, facendo un sopralluogo alla Piscina Comunale nel Luglio del 2015 (che peraltro in quel periodo era chiusa e quindi non vi era la possibilità di verificare l’effettivo stato della struttura), e partecipando all’inaugurazione della palestra di una scuola media.                                                                                               

 Tutto normale, insomma, anche perché proprio in consiglio comunale non più di 15 giorni fa il Sindaco ha comunque parlato di ripetuti incontri avvenuti con le varie realtà sportive presenti sul territorio, di dialogo costruttivo, di condivisioni di idee. Peccato, però, che quando, ad esempio, dei maestri professionisti sono venuti a chiedere di poter avere in gestione dei terreni comunali ed avviare, anche grazie all’aiuto del Credito Sportivo, un’attività sportiva che coinvolgesse bambini e non, ecco allora che l’Amministrazione si è voltata dall’altra parte. Inoltre proprio nel momento in cui, a stagione iniziata, le varie società avevano più bisogno degli impianti ecco che allora queste ne sono state private senza aver ricevuto, tra le tante cose, nessuna comunicazione dagli uffici preposti.                        

Ora mi chiedo, e vi chiedo: alla luce di quanto visto e quanto fatto in materia che tipo di collaborazione è mai potuta nascere fra l’Amministrazione e le tante società sportive milazzesi? Secondo voi si può ancora parlare di dialogo?                                                                                                                                              

 Secondo l’Amministrazione, in ogni caso, non c’è una realtà diversa rispetto a quella raccontata, ed è per questo che mi tocca presumere che la stessa non ha più il senso del reale. Qualcuno, purtroppo, deve ancora capire che qui non esistono verità assolute. Per giorni ci si è riempiti la bocca con il tema delle tariffe. Le strutture ci sono e, se si vogliono utilizzare, si deve assolutamente pagare, ma se il Comune con quegli stessi soldi che percepisce dalla società sportive non riesce ad occuparsi almeno dell’ordinaria manutenzione degli stessi impianti ecco che allora c’è qualcosa che non va. Sapete dire esattamente cosa ha fatto e fa tuttora il Comune per mantenere le varie strutture utilizzabili? Assolutamente nulla. Ricordiamoci che molti impianti sono agibili per l'interesse e la cura di chi ci sta dentro.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              

 Per giorni nella nostra città è stato vietato ai bambini, ai ragazzi, il diritto di una contesa leale, di stringere la mano all’avversario, di gustare il sapore delle palestre e dei campi sportivi, di esercitare semplicemente con passione i lori sport. Si è imposto il silenzio alla cultura sportiva e tutto ciò non è assolutamente ammissibile.                                                                                                                                                                        

Scrive uno che ha iniziato a giocare a pallone da piccolissimo, quando ancora gli unici posti dove poter giocare erano la villa Nastasi o l’atrio del Carmine, uno che andava a correre, per prepararsi alla corsa campestre, in un lungomare di Ponente non ancora asfaltato, uno che sottraeva del terrapieno dal mare per poter fare dei campi da calcio. E’ anche per questo che sono arrivato all’amara conclusione che non si può capire di sport se non lo si è mai praticato.                                      Lo sport ha bisogno di un impegno costante Sindaco, soprattutto in una città come Milazzo. Quindi le suggerisco di non essere pigro. Almeno per una volta tolga i jeans, metta una tuta, e si occupi finalmente di sport.

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