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Messina - politica

Il PD messinese a congresso. A Messina oggi la conferenza stampa di presentazione.

La conferenza stampa del Pd messinese alla vigilia del congresso non ha vissuto delle sole vicende politiche; impossibile per i tre responsabili delle principali anime del partito, l’on. Panarello per l’area Orlando, il presidente Antoci per l’area Emiliano e l’on. Laccoto per l’area Renzi, non partire dal disastro ambientale effetto degli incendi che hanno sconvolto le colline peloritane a ridosso del capoluogo. Un grido rabbioso ma anche un appello alla popolazione perché collabori alla “caccia ai responsabili” di questo disastro che potrebbe anche nascondere interessi più complessi legati alla possibile istituzione del Parco dei Peloritani.
Nel merito, è toccato a Panarello fare un escursus circa i fatti che hanno visto il Pd messinese stentare a riprendersi dalle vicende legate al recente  passato genovesiano; un percorso lento e minato dalle tante crisi sul tappeto. In primis la vicenda dell’autorità portuale <<… vista, forse, dalla sponda calabrese e nella quale Messina ha pagato l’assenza di propria deputazione PD…>>; una dichiarazione “gaffe” che non tiene conto di come  il Pd in effetti avrebbe nell’on. Tommaso Currò un  rappresentante alla Camera “mamertino”,ma… tant’è! L’on. Laccoto ha invece ribadito come sul nome del candidato segretario Paolo Starvaggi non vi è solo una convergenza politica di tutte le principali anime del partito ma, soprattutto, il senso di una lucida presa d’atto che non è il momento di alimentare divisioni o dibattiti astratti laddove tutti, o quasi, sentono il bisogno di rimettere in moto il partito dopo un commissariamento che, di fatto, ha congelato l’attività politica nel territorio. Inevitabile la domanda sulla candidatura Calanna che, nei giorni scorsi, “a titolo personale” ha giocato il jolly di una propria scesa in competizione per sparigliare quello che ha definito un “accordo di vertice”, contando di capitalizzare un malcontento che la base democratica ha e potrebbe manifestare scegliendo un outsider dichiarato. Tocca ovviamente ad Antoci, leader della corrente Emiliano in Sicilia, “abbozzare” la risposta nel difficile ruolo di colui che sa che Calanna si è, di fatto, messo fuori dalla componente Emiliano (e forse prossimamente dal partito sullo schema dai vari Civati o Speranza nazionali). Lo fa, tenuto conto della situazione e dell’imbarazzo,  “con lo stile possibile” ribadendo il proprio rispetto verso la figura ma non verso l’iniziativa che, per quanto personale, non è condivisa neppure dai referenti regionali del gruppo come il sen. Lumia. Tenuto conto delle numerose posizioni concesse all’ex deputato Calanna dal governo Crocetta negli ultimi 5 anni (commissario pluririnnovato dell’Esa e attualmente capo di gabinetto all’assessorato alle infrastrutture, ndr), più che una prova di forza personale, un tentativo di “emancipazione” dalla leadership di Antoci e Lumia in vista delle prossime candidature dall’esito quasi scontato.
Altro passaggio significativo della conferenza stampa il rapporto tra il mondo dell’università e il Pd; un rapporto che costringe l’on. Panarello, forte della sua esperienza, ad un richiamo sostanziale nei confronti dell’on. Laccoto che plaude all’adesione “dell’università” laddove, per l’ex diessino, ad aderire sono <<personalità del mondo universitario>> non certo l’istituzione che rimane ben distinta, del resto <<il pd snaturerebbe se stesso>> ove fosse oggetto di una sorta di “colonizzazione” di chicchessia. 
Nel complesso l’immagine che il Pd messinese vuol dare di se è di una compagine che vuole rilanciarsi, che vede nel segretario Starvaggi un uomo disponibile a tenersi fuori da particolarismi e pronto a dedicarsi alla riapertura dei circoli territoriali in ogni realtà della provincia. Un blocco dell’attività politica periferica che è il vero danno subito dalla compagine democratica dal periodo di commissariamento ma che, nell’intento di tutti, almeno di quelli presenti, è il primo nodo da sciogliere per riportare il partito ad essere reale interprete delle esigenze dei territori.

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