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Messina - politica

Messina. An-corinti. Il Sindaco resta in sella.

Tutto è andato come doveva. Ognuno vincitore e nessun sconfitto. Come sempre capita quando c'è da cercare chi ha perso nella giornata più lunga del consiglio comunale di Messina. Accorinti rimane Sindaco della città come si era capito abbondantemete osservando il barometro politico della città nell'ultimo periodo. Tra le grida di giubilo di chi è convinto che ad avere la meglio sia stata la grande personalità del Sindaco e chi invece è convinto che ci sia chi abbia tradito nel non votare la sfiducia al primo cittadino. La verità vera è che a Messina nessuno aveva ed ha voglia di andare a votare. 

Quando manca la Politica, il tirare a campare diventa il miglior modo per riuscire a prendere tempo in attesa di soluzioni migliori. La tenerezza provata nei confronti della torcida di Accorinti assiepata in tribuna non trova riscontro nella reale motivazione per cui Accorinti rimane in sella. In città si va in ordine sparso e la preoccupazione è quella di sottoporsi al voto e di non avere la certezza di essere eletti. Non solo al consiglio comunale ma anche alla Regione, dove le elezioni si terranno tra sei mesi. I Capicorrente annaspano, sono in difficoltà e qualcuno si preoccupa di scomparire dalla scena politica. Cancellare il consiglio comunale e mettere a rischio le proprie posizioni avrebbe compresso la possibilità di attingere a serbatoi di voti che si sarebbero potuti perdere per strada. Quindi liberi tutti di decidere cosa fare senza diktat dall'alto ma con la consapevolezza che, di fronte all'obbligo di una scelta, Accorinti sarebbe rimasto Sindaco. Così è stato.

Ci sarà tempo per i cespugli di sinistra e di destra di darsi una parvenza di ampio respiro politico, anche se a Roma le promesse di mantenimento di posti sicuri si assottigliano sempre di più con il passare delle ore. Allo stato attuale sono molti i Generali che rischiano di rimanere senza truppa. E le stade che portano da una parte piuttosto che da un'altra si moltiplicano ogni giorno.

Il Pd rimane nell'oblio post Genovese e dimostra come il Commissario Carbone sia più Diabolik che Ginko. Alla fine passerà alla storia più per le parole dette che per i fatti. In Forza Italia si prende tempo per studiare una strategia che al momento non è chiara. Tra chi scalpita per le Regionali e chi invece attende di avere certezze per il futuro. I Centristi per l'Europa sanno che il cammino è in salita. Non basta essere roccaforte a Messina. Servono altri numeri che non si vedono e che, se a Roma si dovesse decidere di abbandonare NCD e Centristi al proprio destino, non basterebbero neanche se in Italia ci fosse un premio alla minoranza invece che alla maggioranza.

In questa situazione era veramente impensabile che qualcuno azzardasse di andare alle urne nel giro di qualche mese. Accorinti gode di tutto questo e non certo di quanto ha dichiarato ieri sera di aver fatto per Messina.

Alcune dichiarazioni meriterebbero analisi approfondite ma non è proprio il caso. Una però è necessario farla per la città di Messina. Se ad un anno e mezzo dalle elezioni alcuni imprenditori ed alcuni politici dichiarano che serve un programma condiviso ed una linea forte, il dubbio che la città abbia perso tre anni e mezzo diventa certezza. Perchè se Accorinti ha governato male. chi si oppone non ha trovato il tempo di sedersi per programmare un futuro diverso. Questo è quello che emerge. La Politica si è limitata a quello che non dovrebbe essere. Stando così le cose è chiaro che se tutti hanno vinto, ieri sera a perdere è stata proprio Messina.  

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