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Editoriale

Al Voto, Al Voto. La Sicilia che sarà e quella che è stata.

Prima del via tutti vincitori. Nessuno dei candidati si è dichiarato insoddisfatto della propria campagna elettorale. Tutti contenti, stanchi ma contenti. Mostrare il contrario sarebbe da deboli e scoraggerebbe le truppe. Come Napoleone prima di Waterloo, bisogna tenere il morale alto. Così sarà fino a lunedi pomeriggio. Poi ci saranno lacrime di gioia e di dispiacere.

Qualcuno vincerà, altri, i più, perderanno. Sarà l'inizio di un nuovo giro per la Sicilia che, come sempre, si prepara a migliorarsi con il rischio concreto di uscire peggio di come la stiamo lasciando e, credetemi, la stiamo lasciando proprio messa male. Eppure, nonostante tutti i guai, si è parlato molto di impresentabili e molto poco di cosa succederà ai precari siciliani nella regione che sarà.

Non è passato giorno che non si sia parlato di condanne, indagati ed indagini sottacendo sui miliardi di euro di debiti che esistono, su un sistema economico che non permette a nessuno di investire in Sicilia sulle buste paga dei siciliani allegerite da Addizionali regionali e comunali alle stelle e che impoveriscono uno stipendio già povero di suo. Di questo era necessario parlare e di altro. Oggi sappiamo che abbiamo leggi che consentono di candidarsi anche se non si è condannati definitivamente ( e meno male che è così) perchè in Italia, sorpresa delle sorprese, esiste un sistema di garanzia della libertà della persona che però, per alcuni, esiste e va applicato in alcuni casi ed in altri invece no. Su questo si rifletta, perchè i controsensi sono peggio del qualunquismo, del populismo e della demagogia messi insieme e scecherati in un cocktail che profuma di nuovo ma sa di rancito e di opportunismo becero.

Questa sembra molto la Sicilia che è stata e che tutti, compresi quella che l'hanno fatta, bocciano senza ripensamenti. Una terra che assomma un tasso di disoccupazione giovanile che ormai non aumenta più perchè l'emigrazione giovanile ha superato le percentuali dei disoccupati. Una terra che ha sfornato parrucchieri, estetisti, operatori del web e poi Operatori socio assistenziali e Operatori servizi sociali perchè il futuro era nelle cooperative che dovevano gestire i rifugiati ed i migranti. Pensa tu. La Regione più sfigata d'Italia che ha usato i fondi europei per farsi bella e per poi assistere i migranti che a livello di sfiga stanno messi anche peggio. In definitiva abbiamo creato il precariato del precariato. Con tanto di sorrisi di circostanza di chi ha goduto di questo sistema e che oggi si ripropone con la stessa faccia o appena modificata e con l'animo  di chi ha fatto tanto per i siciliani. Minchia.

Creare precariato ed arricchire i pochi più furbi non è esattamente giudicabile come Onorevole. Di questo mi indigno e non di altro. E su questo avrei voluto sentire il nuovo,  non certo sull'elencazione di liste di prescrizione che già storicamente sono risultate tanto pericolose quanto sbagliate. Il gioco lanciato per evitare di affrontare i veri problemi della Sicilia, è stato accolto da tutti con grande soddisfazione. Anche questo depone male per la Sicilia che verrà. Ricalca la Sicilia che è stata. Questo non significa arrendersi. Anzi. Deve essere da sprone a chi vuole cambiare veramente. Poco conta dove, ma trovate chi possa rappresentarvi e rappresentare il vostro territorio in modo degno e votatelo. Trovate chi, vi stia simpatico o meno, abbia dimostrato amore e capacità per il posto dove vivete.

Rimanere a casa, equivale ad arrendersi ad una logica che tanto non cambia mai niente con il risultato scontato che poi non cambia mai niente e la magra comnsolazione di chi diserta le urne di poter dire " Visto?. Tanto non cambia niente" senza capire che il mancato cambiamento passa anche attraverso la loro astensione dal voto. Abusare del pensiero di chi ha lottato per la Sicilia non è buona forma ma ribadire che la matita ha un peso notevolmente superiore a tanti altri oggetti, non è mai superfluo. La Sicilia ha bisogno di buona volontà e di gente che la ama a prescindere. Buttanissima per quanto è, la nostra terra è ricca di risorse che nessuno vuole vedere perchè c'è un modo più facile di fare fortuna e di arricchirsi. Questa e la Sicilia che lasciamo. Lunedì potrebbe sorgerne un'altra. Dipende da noi. 

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