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Editoriale

Milazzo. C'eravamo tanto amati. Il fuoco amico e le fughe dei consiglieri. Giovanni resta " O Rey".

Lo ammetto, sono triste per il Sindaco di Milazzo. Sarà una questione di sensibilità alle disgrazie, ma quando vedo un uomo che viene attaccato prima dai suoi e poi dagli altri, mi dispiaccio. Il silenzio di due anni che si trasforma in urla e parolacce. Sopportabili i primi, un poco meno i secondi. Manifesti a go-go che chiedono al Sindaco di dimettersi e cittadini inviperiti da due anni di scelte che hanno scontentato tutti tranne che lui, Giovanni, per i più intimi " 'O rey". Pensare che Giovanni sia stato costretto dal ruolo a trasformarsi dall'uomo della Piazza ad ogni costo, quello che deve tenere un comizio ogni sei mesi altrimenti va in overdose di adrenalina, a colui il quale non può parlare con i suoi concittadini perchè preso da mille altre problematiche tipo una telefonata in Prefettura piuttosto che un passaggio su La7 o meglio ancora una chiacchierata su Rete4, mi rattrista e mi mette di cattivo umore. Non sarà una bella estate per lui ma, di riflesso, anche per me. Come sia potuto accadere che abbia perso l'appeal dell'uomo forbito, dell'affabulatore, del trascinatore, per me rimane un mistero. Perchè, cosa non ha fatto di quello che aveva promesso?. Nei primi cento giorni ha mantenuto buona parte del programma elettorale. Aveva promesso di aprire le porte dell'Atrio del Carmine e lo ha fatto. Poi aveva promesso ...... . Va bene. Il resto lo vediamo dopo. Pronto a seguire le direttive dei suoi consiglieri comunali come nessuno mai aveva fatto prima. I suoi promuovono una mozione che lo impegna, insieme alla sua amministrazione, a cambiare un senso di marcia?. Lui è pronto a farlo, emette l'ordinanza ma, appena otto mesi dopo, ancora non si da seguito. Mica per colpa sua o per negligenza, solo perchè mancano i soldi per cambiare i segnali in quella strada. E la colpa di chi è che mancano i soldi?. Di quelli che c'erano prima. Qualcuno suggerisce che basterebbe smontare i segnali esistenti e girarli dalla parte opposta. Sciacalli, disfattisti  e gufi. Troppo semplice per uno come Giovanni. Non si fa politica di basso profilo, non si risolvono i problemi girando i segnali. Basta guardare cosa ha fatto in Marina Garibaldi dove ha promosso il centro strada a parcheggio a cassonetti ( ma qualcuno della sua gestione dirigenziale ha dichiarato trattarsi di spazi salvavita per i pedoni), trasformato un marciapiedi futuribile in mini-mini pista ciclabile e creato un percorso del benessere con vista sugli impianti industriali. Cose da grandi della politica, insomma. Perdersi dietro orti urbani e piste ciclabili negli ex tracciati ferroviari?. Roba da comunisti e comunque ci avevano pensato anche quelli che c'erano prima. Innovarsi, per dindirindina. Progetti eco sostenibili come piattaforme logistiche piene di Tir al Ciantro e parcheggi in uso a privati, rigorosamente di fuori città, lì dove avrebbero dovuto esserci aree di parcheggi pubblici da interscambio. Questo è Giovanni, prendere o lasciare. Ben oltre i patti di governo. Che poi, anche quelli, i patti, possono rispettarsi mica con tutti. La logica della politica lo impone. Prima prometti poi disattendi. Oggi dai e a Natale cambi?. Marameo. Tana per il collega ( avvocato, non Sindaco). Cosa volessero poi i quattro ragazzacci che hanno sostenuto sin da subito la sua candidatura, non si può capire. Aveva un Assessore che li guidava e adesso hanno un esperto che li guida. Non può bastare, invece di parlare di posto occupato o di strategie politiche?. Secondo me, ha ragione Giovanni. A dare conto a tutti si finisce con l'essere candidato Sindaco di una coalizione eterogenea, come usa dire in ambienti radical chic, ma questo non significa poi mantenere impegni o altro. Soprattutto se  ottieni oltre 9.500 preferenze e  queste siano frutto di una passione sviscerata verso l'uomo e non verso i simboli. Anche se poi a difendere Giovanni ci pensa il simbolo, quello del PD che forse è ancora il suo partito o forse no, ma non ditelo a Starvaggi che esce il petto in fuori e viene amplificato tramite stampa amica, quest'ultima costretta a correggere qualche sbavatura di opposizione di troppo. Giovanni ancora c'è, attenti a cosa scrivete altrimenti.... a letto senza notizie. Chi vuole andare via, lo faccia. Non sappiamo se abbia lasciato vuoti o spazi, di certo Giovanni non ne soffrirà, non più di tanto. Pronto a nuove iniziative tipo Fiumarella, in attesa del via libera da Roma per il bilancio che rilancerà la sua politica(la sua non quella degli altri), alla faccia di chi gli chiede di dimettersi o gli scrive di dimettersi. Vadano via gli altri. Lui rimarrà al suo posto, con lo scudo del PD, le carezze di Articolo 1 e la spada di chi si definisce di destra ma sta a sinistra, per politica chiaramente mica per interesse. Io?. Resterò anche io con lui, a soffrire insieme per altri due anni e mezzo.Pronto a diventare triste per ogni ulteriore passaggio o attacco gli verrà fatto. Perchè?. Perchè lui è " O Rey" e gli altri non sono un ...... .  

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