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Editoriale

Anestesista sviene in sala operatoria a Milazzo. L'allegra gestione del personale, il via vai e la salvaguardia di Patti e Taormina.

La situazione ha del paradossale. Metti che un Ospedale funzioni e che tutto possa procedere nel migliore dei modi. Metti pure che invece c’è chi, ai vertici dell’azienda ospedaliera, pensi che bisogna trovare rimedi che spesso, come diremo, diventano peggiori dei mali. Capita così che all’Ospedale di Milazzo ci sia una dotazione di anestesisti di 20 unità. Attualmente però i posti occupati sono solo 17. Capita poi che l’Azienda Ospedaliera decida di distaccarne due presso l’Ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto. Poi un altro a Patti, Ospedale fuori distretto che però ha bisogno di questa unità perché nel frattempo due anestesisti dell’Ospedale di Patti sono stati distaccati a Taormina. Incredibile ma vero. Patti in difficoltà perché manda anestesisti a Taormina e da Milazzo, ormai da sei mesi, un'anestesista a turno va al Barone Romeo. Una situazione ad intreccio che potrebbe, per legge, avere solo un mese di durata ma che si protrae da oltre sei mesi e che costringe a turni di 15 giorni ciascuno. Un caos che solo in questa zona può verificarsi. Anestesisti utilizzati fuori distretto, mesi che passano senza che nessuno intervenga a porre fine al via vai continuo, turni assicurati a Patti e Taormina e non a Milazzo dove si riduce costantemente il personale necessario. Così tutto ricade sui pazienti e, chiaramente, sugli anestesisti. Una di loro, alcuni giorni fa, a Milazzo ha avuto un crollo in sala operatoria ed è stata trasportata al Pronto Soccorso. Capita anche questo. Con i trasferimenti forzati ed i turni tra un Ospedale ed un altro la gente crolla, si sfianca e la salute dei pazienti, oltre quella degli anestesisti, va a carte quarantotto. Milazzo non è più in grado di programmare a medio termine alcun tipo di intervento. Questo incide sulla qualità del servizio offerto ai pazienti ma incide anche sulle prestazioni erogate dall’Ospedale milazzese che finisce con il perdere numeri a favore di Taormina e Patti dove invece, con i trasferimenti “forzati”, si garantisce l’ordinario ma anche la programmazione. In modo tale che i pazienti che vogliono operarsi sono costretti ad andare lì dove i tempi di attesa si riducono a scapito della possibilità di usufruire dei servizi che hanno a disposizione nel loro territorio ma che vengono messi in difficoltà da una organizzazione che definire miope è un eufemismo. Tutti fatti documentati, numeri reali. Che poi serviranno ai tavoli di studio per dimostrare che a Milazzo e Barcellona si riducono i numeri dei pazienti e quindi che due Ospedali nella stessa zona non hanno senso. Mentre Patti e Taormina offrono numeri “chiari” in aumento che giustificano il mantenimento di tutti i reparti ed anzi un loro potenziamento. Il gioco è fatto. Alla faccia della salute dei cittadini e di quei medici che per anni hanno portato avanti i loro reparti in modo egregio tanto da diventare punto di riferimento per molti pazienti. E’ il caso, ma non è l’unico, del reparto di Ortopedia di Milazzo. Medici giovani e bravi che sono diventati punto di riferimento per un ampio territorio siciliano ma costretti a non poter garantire alcun intervento programmato se non con lunghi mesi di attesa causa assenza anestesisti. Che nel frattempo vengono dirottati altrove. A chiudere un cerchio non magico il numero degli anestesisti a tempo determinato, i cosiddetti contrattisti, che a Milazzo sono 5. Di loro nessuno viene spostato a Barcellona o Patti, si incide sul personale di ruolo che poi finisce collassato in sala operatoria e viene refertato con tachicardia e crisi ipertensiva. Ma i guai della sanità nel nostro territorio non finiscono qui. Questa è solo la prima puntata di una lunga serie di fatti. 

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