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Messina - cronaca

"Il Sindaco è un bugiardo, falso, ipocrita e malvagio". Se non mantiene gli impegni elettorali non è reato accusare il primo cittadino sui manifesti.

La Cassazione ha stabilito che accusare il Sindaco con epiteti come bugiardo, falso, malvagio ed ipocrita non è reato e rientra nella facoltà di chi ha visto disattesi gli impegni assunti in politica relativamente ad atti e fatti promessi e poi non mantenuti. La vicenda, neanche a dirlo, ha come scenario un comune della Provincia di Messina, Furci Siculo ed i fatti risalgono al 2014. Nel marzo di quell'anno, il Tribunale di Messina aveva condannato i consiglieri comunali di opposizione Sebastiano Foti, Carmelo Andronico, Beniamino Lo Giudice, Alessandro Niosi, Saverio Palato e Agatino Vinci, ritenendo che le parole riportate in manifesti affissi per il paese non rientravano nel diritto di critica politica.

Su ricorso degli imputati, la Corte di Appello di Messina nel marzo 2016 li aveva invece assolti. La parola fine sulla vicenda è stata scritta oggi dalla Suprema Corte che  ha respinto il ricorso presentato dall’ex sindaco Parisi per ottenere il risarcimento dei danni richiesti per diffamazione.

Ad avviso dei giudici della Cassazione il verdetto di assoluzione emesso dalla Corte di Appello è da condividere perchè ha riconosciuto come le parole offensive rivolte al Sindaco presentavano " una stretta  attinenza alle vicende che avevano visto l’opposizione contrapporsi al sindaco in merito alla erogazione di funzione, a cui il primo cittadino aveva dichiarato di voler rinunciare in campagna elettorale".

"In questo ambito, gli epiteti falso, bugiardo, ipocrità si ricollegano, secondo la Corte territoriale al mancato adempimento delle promesse elettorali nonchè all’avere omesso di dichiarare pubblicamente il proprio ripensamento sul tema dell’indennità di funzione e, quanto all’aggettivo "malvagio", ad azioni giudiziarie, asseritamente infondate, che egli aveva promosso contro gli avversari politici" .

Per la Cassazione è chiaro che l'attacco al Sindaco riguardava specificatamente scelte politiche ed amministrative sue e della maggioranza e che non è andato oltre non rinvenedosi attacchi alla dignità morale ed intellettiva della persona offesa come invece sosteneva il primo cittadino di Furci Siculo. 
 

 

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