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Barcellona P.G. - cronaca

Evasione al Carcere di Barcellona Pozzo di Gotto. Una fuga "improvvisata". I particolari.

Adesso che i tre detenuti sono stati rintracciati e arrestati, la storia dell'evasione dal Carcere di Barcellona Pozzo di Gotto assume contorni che fanno pensare più ad un attimo di follia che ad una vera e propria fuga studiata a tavolino.

Intanto le pene che avrebbero dovuto scontare i tre detenuti evasi. Nessuno dei tre avrebbe dovuto rimanere in carcere per più di 5 anni. Una pena lunga, certo, ma che avrebbe consentito riduzioni e permessi che mal si conciliano con una fuga dalla cella. La mancanza di un piano all'esterno, lasciato più al caso che pianificato, anche se fuori a dare una mano ai tre ci ha pensato una 22enne anch'essa improvvisamente arrivata dentro una storia più grande di lei. Senza soldi in tasca, senza una pianificazione e senza un'idea di cosa fare ai tre non è rimasto altro che improvvisare una fuga che si è conclusa nel giro di un giorno. Sciacchitano voleva andare a trovare la famiglia ed è stato arrestato a Milazzo nei pressi dell'imbarcadero per le Eolie.

Vittorio Smiroldo, che tra i tre è sembrato essere quello con più carisma sia rispetto al fratellastro che rispetto a Sciacchiatano, è stato fermato a Messina dove voleva raggiungere la famiglia, probabilmente per cercare soldi da utilizzare durante la latitanza. Smiroldo era stato arrestato nel 2015, accusato insieme ad un complice di due rapine commesse a Milazzo, ai danni di una tabaccheria dove portarono via 4 mila euro, e di una edicola di Villafranca con un bottino di appena 400 euro. La storia delinquenziale di Smiroldo era iniziata a 19 anni quando venne arrestato la prima volta per furto di auto e cavi di rame. Sciacchitano invece era detenuto per furto commesso nel 2015 nella chiesa di Alicudi da dove aveva asportato tre anelli ed un monile che aveva cercato poi di vendere a dei compro oro di Lipari e Milazzo.

La levatura criminale dei tre fuggitivi non era certo di primo piano. I tre si trovavano in una delle celle del carcere di Barcellona Pozzo di Gotto insieme ad altri detenuti, alcuni dei quali hanno desistito dalla fuga probabilmente per motivi legati all'impossibilità di superare i muri di cinta scavalcati dai fuggitivi. Saranno comunque le telecamere di sorveglianza a stabilire quanto realmente successo nella notte tra mercoledì e giovedi all'interno del Madia. Il Sindacato della polizia penitenziaria, da quando l'Istituto di pena è stato trasformato dalla destinazione originaria di Ospedale Psichiatrico, ha sempre richiesto interventi sulla struttura ed un ampliamento del personale destinato alla sorveglianza. Un plauso va comunque alle forze dell'ordine, CArabinieri e Guardie penitenziarie, che sono riusciti in brevissimo tempo a chiudere il cerchio e riportare in galera i tre evasi. 

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